Governo, Berlusconi: Avanti fino al 2013, ora riforme

Vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli dopo il voto alla Camera che ha salvato il deputato PdL, Marco Milanese. La sintesi della riunione è chiara: il governo va avanti fino allo scadere naturale della legislatura, ovvero fino al 2013. Non c’è alcun motivo per pensare ad altre strade, fa capire il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai suoi uomini, visto che anche con la "prova Milanese" è stato dimostrato che la maggioranza c’è, è compatta, che fra PdL e Lega l’alleanza è solida. Avanti a governare quindi, puntando verso le riforme. Prima di tutto quella della giustizia, con il disegno di legge sulle intercettazioni calendarizzato nell’Aula di Montecitorio per la prossima settimana. Un ddl che è alla Camera già da due anni e che ora più che mai, con tutto ciò che sta accadendo con il caso Tarantini, è necessario portare avanti.

A Palazzo Grazioli si è parlato anche del caso Tarantini, appunto, con la Procura di Napoli che ha iniziato e portato avanti le indagini, in maniera quanto meno disinvolta, anche alla luce della decisione di oggi del gip che ha riconfermato che la competenza è della magistratura romana.

Fra le urgenze c’è naturalmente quella di dare un nuovo slancio all’economia italiana. Entro metà ottobre si punta ad arrivare al varo del decreto sullo sviluppo, mentre continua il lavoro sulla riforma del welfare e su quella fiscale.

Fra i temi sul tavolo, a Palazzo Grazioli, anche quello che riguarda la legge elettorale. Gli italiani vogliono le preferenze? Bene, allora lavoriamo per questo, avrebbe detto il premier. E Alfano avrebbe spiegato che in questo modo si potrebbe cercare un riavvicinamento all’Udc, per cercare di lavorare con Casini all’interno dei valori espressi dal Partito Popolare Europeo, punto comune di riferimento.

All’interno della riunione, spazio dedicato anche alle importanti riforme istituzionali che ha in mente il governo, partendo dalla riduzione del numero dei parlamentari e dalla creazione del Senato federale. Durante il vertice, tuttavia, sarebbe emersa l’esigenza di approfondire la bozza messa a punto dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che fra le altre cose prevede anche l’abolizione della circoscrizione estero e di conseguenza dei parlamentari eletti dagli italiani nel mondo.

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