Governo battuto alla Camera per un solo voto

Italian Reforme Minister Umberto Bossi looks on at the Chamber of Deputies in Rome on September 22, 2011 at the end of a parliamentary vote on the arrest of Marco Milanese, a former aide to Finance Minister Giulio Tremonti,and to test his government's unity as it fights to survive Europe's debt crisis. The lower house is set to vote in a secret ballot on a request by prosecutors to grant the arrest of Marco Milanese, a ruling-party lawmaker accused of corruption. AFP PHOTO / VINCENZO PINTO

Governo battuto alla Camera – per un solo voto – sul rendiconto dello Stato. Umberto Bossi non ha votato, ma non è stato un gesto voluto: il leader della Lega stava sorseggiando una bibita nel cortile di Montecitorio insieme ad alcuni collaboratori, quando un commesso lo ha avvetito che di lì a poco avrebbe dovuto votare. Così il Senatur si avvia verso l’Aula, ma viene fermato da alcuni giornalisti che gli pongono domande su domande. Quando finalmente Bossi riesce ad entrare nell’emiciclo, viene accolto dal boato dell’opposizione, soddisfatta perchè la maggioranza è andata sotto. Per Bossi si è trattato di una manciata di secondi di ritardo, che però hanno causato un grave colpo alla maggioranza.

Un episodio che fa gioire l’opposizione. Antonio Di Pietro, leader Idv, assicura: "Non si è trattato di incidente, ma di un atto politico uguale alla sfiducia del Parlamento nei confronti di questo governo, perche’ bocciare il bilancio dello Stato vuol dire bocciare l’atto fondamentale su cui si fonda l’attivita’ di governo". "In un Paese normale – continua Di Pietro – anche nella famigerata Prima Repubblica, il governo si sarebbe immediatamente recato dal Capo dello Stato per rimettere nelle sue mani ogni decisione, comprese le dimissioni". Ma visto che una cosa del genere "il governo Berlusconi non la farà mai", l’Italia dei Valori si augura che Napolitano "possa autonomamente prendere atto che questo Parlamento e’ ormai asfittico, perche’ non ha piu’ nulla da dire e da dare al Paese. Prima che sai troppo tardi ponga fine al governo Berlusconi e ci mandi a elezioni anticipate".
 
A Di Pietro replica indirettamente il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che spiega: dal voto sull’assestamento di bilancio "non possono derivare le dimissioni chieste dall’opposizione". In ogni caso, "credo sia corretto dimostrare subito con un voto di fiducia se il governo c’è o non c’è".

E INTANTO IN SENATO… Ciò che è accaduto alla Camera ha un effetto anche al Senato. Almeno secondo Idv e Pd. "a bocciatura alla Camera dell’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato per il 2010 cambia lo scenario istituzionale e procedurale anche dei lavori del senato", afferma il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Belisario, chiedendo la sospensione dei lavori dell’Aula di Palazzo Madama: "Ci sono valutazioni di ordine politico da fare e capire se possiamo portare avanti in maniera consuetudinaria i nostri lavori, oppure, come io credo, dobbiamo attendere che il Governo, sfiduciato dal Paese e dal Parlamento, vada a casa".

Anche il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda chiede la sospensione dei lavori del Senato e la presenza del ministro dell’ Economia a Palazzo Madama "per darci le informazioni su quanto avvenuto alla Camera".

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