Governo, Aria di crisi a Palazzo Chigi

C’è aria di crisi di governo nei Palazzi romani che contano. Il Consiglio dei ministri straordinario di questa sera, convocato per le 18, è iniziato con oltre un’ora di ritardo a causa del vertice Bossi-Berlusconi-Tremonti, che ha preceduto la riunione collegiale dell’esecutivo.  All’incontro, avvenuto nella sede del governo, si sono uniti anche due ministri leghisti, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Nel vertice Bossi-Berlusconi si è parlato di pensioni: l’Europa chiede l’aumento dell’età pensionabile, ma il Carroccio dice no da sempre. Oggi anche una nota dei Giovani Padani torna a sottolinearlo: “Ogni anno di pensione in più significa 150mila posti di lavoro all’anno in meno per i nostri giovani”. La situazione è sempre più difficile.

In questo momento, quindi, il presidente del Consiglio si trova fra l’incudine e il martello, fra la necessità di corrispondere agli impegni europei e la necessità di non rompere con la Lega Nord.
Intanto sul tema delle pensioni si fa sentire Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori: "Intervenire sulle pensioni potrebbe essere possibile, ma non come lo prospetta questo governo.

Finora l’esecutivo se l’e’ presa solo con le fasce sociali più deboli della popolazione, favorendo sempre le grandi lobby. Si può e si deve intervenire in alcuni settori delle pensioni, riformando o accorpando, ad esempio, gli istituti previdenziali e assicurativi o intervenendo su alcuni tipi di pensioni, come quelle doppie, quelle baby e quelle molto alte. Certamente non si può aumentare l’età’ pensionabile in modo lineare".

Dice la sua anche Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, secondo il quale sulle pensioni “qualcosa si può fare”, ma “non facciamo partire leggende metropolitane”. “Noi arriveremo a 67 anni prima della Germania e abbiamo una età di pensionamento superiore a quella della Francia”. Tuttavia “è possibile innalzare ancora l’età effettiva e superare l’anzianità’ con meccanismi di incentivazione e disincentivazione flessibili”.

Interviene Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra, che taglia corto: "Se toccheranno le pensioni, altro che autunno caldo. Non credo nelle resistenze della Lega. Ha fatto marcia indietro troppe volte per essere credibile. Ma se Berlusconi pensa di poter fare un’altra controriforma delle pensioni, mentre è ancora in atto quella derivante dallo ‘scalone’, avrà anche il consenso di Ue e Bce, ma i lavoratori gli correranno dietro con il forcone".

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