Gli sprechi della Ue sotto accusa: sedi, stipendi e benefit

La burocrazia con la B maiuscola costa per definizione sempre troppo e quella europea, lontana da tutte le capitali, e’ da sempre il bersaglio preferito degli euroscettici. Sotto accusa, nello scontro sul bilancio 2014-2020, sono cosi’ finiti gli ‘sprechi’ di Bruxelles: dagli stipendi dei funzionari alle spese per le sedi. Ma su tutte le spese folli dell’Europa, una e’ ineliminabile: la mensile transumanza del Parlamento europeo da Bruxelles a Strasburgo, 500 chilometri andata e ritorno per la plenaria. Costo, a seconda delle stime, tra i 160 e i 200 milioni l’anno. Secondo i liberal-democratici tagliandola, in quei sette anni si risparmierebbero 1,2 miliardi. I parlamentari hanno votato quattro volte a favore della cosiddetta ‘sede unica’.

Maggioranze senza ‘se’ e ‘ma’, ben oltre i due terzi. Per ridurre un po’ i costi del ‘Barnum’, lo scorso anno e’ stato persino modificato il calendario per cercare di tagliare virtualmente una delle trasferte. Una battaglia inutile: tutto il lavoro si svolge a Bruxelles, ma nei Trattati e’ scritto che Strasburgo, citta’ simbolo dell’Unione europea per essere stata quella attorno alla quale si sono combattute due guerre mondiali, deve ospitare 12 sessioni plenarie l’anno. Si direbbe: basta modificare i Trattati. Piu’ facile a dire che a fare, perche’ serve l’unanimita’. E la Francia non ha alcuna intenzione di perdere l’indotto che ricade sull’Alsazia.

Altro argomento forte sfruttato dagli euroscettici, i funzionari, i politici ed i loro stipendi d’oro. Il salario piu’ alto spetta a Barroso e Van Rompuy, che guadagnano 24.874,62 euro al mese. I commissari ‘normali’ 20.278,23. Senza calcolare i benefit. Il personale della macchina europea e’ composto, includendo l’usciere precario fino a Barroso, 55.000 persone, per un costo l’anno di circa 8,36 miliardi. Le spese per ‘amministrazione’ sono il 6% dell’intero bilancio europeo, che di miliardi ne gestisce attorno a 130 l’anno.

E’ vero che poi ci sono ‘follie’ come lo stoccaggio – fra tutte le cantine delle istituzioni europee – di 47.000 bottiglie di vino il cui valore totale e’ stato stimato in 515.000 euro. Ma nei corridoi di Bruxelles fanno notare che la media e’ di circa 11 euro a bottiglia. E quando si parla degli stipendi, si rileva che la logica e’ sempre stata quella di dare retribuzioni in grado di competere con il mercato privato, per avere delle ‘eccellenze’ nel servizio pubblico.

L’attacco agli eurocrati e’ un ‘mantra’ molto in voga, ma da Bruxelles, carte alla mano, precisano che i budget delle amministrazioni statali sono di almeno 50 volte superiori a quelle dell’Europa. E finisce che il liberal-democratico Guy Verhofstadt ha gioco facile nell’inchiodare uno dei piu’ accesi fustigatori dei costumi europei, l’indipendentista inglese Nigel Farage (tanto euroscettico quanto europarlamentare) che in tre anni non si e’ mai presentato alla Commissione Pesca, di cui dovrebbe essere membro: ‘L’unico vero spreco dell’Europa e’ lo stipendio che lei si concede’.

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