Contro gli sprechi alimentari fuori casa arriva la doggy bag

Al ristorante i clienti hanno ancora imbarazzo a portare a casa il cibo avanzato. La cultura antispreco comincia dalla tavola: l'impegno di Fipe e Comieco per trasformare un tabù in abitudine grazie alla doggy bag

Trasformare la doggy bag in una piacevole abitudine. Questa la mission messa in campo da Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Consorzio Comieco – Consorzio per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica nell’appuntamento organizzato oggi a Tuttofood. Un talk show che ha visto la presenza di Fipe, Comieco, Carlsberg Italia, Just Eat e Regusto per evidenziare il ruolo strategico della doggy bag nella lotta agli sprechi alimentari nel fuoricasa.

Punto di partenza del dibattito è stata una recente ricerca condotta da Last Minute Market da cui emerge che il 41% degli italiani non chiede ai ristoratori di portare a casa il cibo e le bevande avanzate o non consumate semplicemente per imbarazzo.

“La doggy bag è una pratica virtuosa, amica dell’ambiente e da richiedere senza alcuna vergogna. – commenta Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe – Su questo punto serve un’evoluzione reciproca: come Fipe stiamo avviando un percorso con lo scopo di mettere in pratica un’operazione soprattutto culturale, in modo che portare a casa cibi e bevande non consumate al ristorante non sia un imbarazzo per i clienti e un problema organizzativo per i ristoratori. Se la doggy bag diventasse una pratica consueta, con il contributo di partner come Comieco e anche grazie alla nuova legge entrata in vigore sul tema dello spreco, si potrebbe contribuire significativamente a recuperare una quantità significativa di derrate alimentari che anziché finire nell’immondizia potrebbero diventare risorse a disposizione della comunità”.