Per gli italiani all’estero un 2016 da dimenticare

Il 2016 è stato un anno tristissimo per gli italiani all'estero e le prospettive sono ancora più nere. Se si escludono due bagliori positivi tutto il resto è da dimenticare. E per quanto riguarda gli eletti all’estero del Nord e Centro America… stendiamo un velo pietoso.

Dopo aver letto i trionfali commenti, i bilanci e le riflessioni sul 2016 fatte da autorevoli parlamentari eletti all’estero e da ultimo l’attento editoriale di Ricky Filosa, credo sia opportuno portare ad una realtà ben triste le fantasie abilmente descritte.

Il 2016 è stato un anno tristissimo per gli italiani all’estero e le prospettive sono ancora più nere. Se si escludono due bagliori positivi tutto il resto è da dimenticare.

Partiamo dai fatti positivi. Il primo, positivo perché riguarda il solo possibile riscatto dei connazionali, è il primo Congresso MAIE Nord e Centro America, tenutosi nell’ottobre del 2016 a Santo Domingo. Certo il mio giudizio è interessato e di parte, ma non riesco a vedere all’orizzonte una alternativa decente che sottragga gli eletti all’estero dal giogo dei partiti. Giogo teso solo al disfacimento dei nostri diritti.

Il secondo bagliore è più importante sotto il profilo dei servizi necessari alle Comunità: sto parlando della prospettata riapertura dell’Ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana.

Errore macroscopico del ministero degli Esteri che dopo appena due anni non ha potuto che tornare sui suoi passi. Ovviamente appena avuta la notizia i soliti avvoltoi si sono catapultati per ottenerne un vantaggio elettorale. Se togliamo il MAIE con Riccardo Merlo, che è stato sempre a fianco della comunità italiana della RD, anche con la sua presenza fisica, sul posto, mi chiedo: dove stavano gli altri parlamentari quando è stata decretata la chiusura e dove sono stati in questi anni di lotta portata avanti da Filosa e dai connazionali di Santo Domingo?

Ricardo Merlo, presidente MAIE, incontra i connazionali della RD a Boca Chica
Ricardo Merlo, presidente MAIE, incontra i connazionali della RD a Boca Chica

Un esempio per tutti l’onorevole Nissoli: ha votato (insieme a tutti gli altri eletti all’estero facenti parte della maggioranza) la finanziaria nella quale era contemplata la chiusura della sede diplomatica per poi correre a Santo Domingo e cercare il plauso per un risultato che non le appartiene. Quanta ipocrisia! Comunque quel che vale è il risultato e si sa che quando si perde tutti si nascondono, a vittoria conseguita il carro (di Filosa) è pieno di vincitori.

Tolti questi risultati mi chiedo cosa ci sia da gioire per l’anno trascorso. Rete consolare pronta ad essere ancora ridimensionata, fondi per la lingua e cultura al minimo storico, finanziamenti a CGIE e Comites ormai ridotti alla carità. Se leggete i commenti dei parlamentari Pd però queste carità vengono trasformate in trionfali traguardi ottenuti.

Uno dei “grandi risultati” è che una piccola parte delle gabelle pagate dai connazionali verrà reinvestita per gli stessi. Come dire che le tasse che pagano gli italiani hanno per gli stessi un piccolo ritorno e i fondi veri vanno altrove. Dei ventisei milioni introitati solo sei ci saranno (speriamo) restituiti in servizi. Questi strombazzamenti di risultati fallimentari fanno solo rabbia e continuano a favorire purtroppo giustamente il Movimento di Grillo.

Per disattenzione incompetente si sono persi milioni di fondi e con bella faccia tosta ci dicono che il Governo ci ha ridato una misera mancia in  ritorno. Per non parlare dei 300 euro che gli aventi diritto alla cittadinanza devono pagare per un diritto che hanno per nascita.

I rappresentanti eletti in Nord-Centro America, consentitemi, sono il peggio che la sorte poteva riservarci.

Cominciamo con il Senatore Turano. Credo bisogna mandare un messaggio urgente alla trasmissione: “Chi l’ha visto?”. Diciamo, parafrasando un verdetto giudiziario, che è “condannato per non aver commesso il fatto”. Da anni è ormai sparito. Eppure i bene informati ci riferiscono che si ricandida a scaldare la sedia per altri cinque anni. Buona fortuna (a chi lo voterà).

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L’onorevole La Marca continua a farci comunicati, la ringraziamo perché ci tiene al corrente di cosa succede a Roma, ma da una giovane parlamentare mi aspettavo molto di più, sottomessa totalmente ai voleri del Pd. Perlomeno non fa danni, se non quelli fatti col suo voto da questa maggioranza di Governo. Apprezzabile in ogni caso è il suo evitare di attribuirsi meriti che non ha.

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Al centro, nella foto, Francesca La Marca, Pd

Il danno invece viene dalla nostra terza rappresentante On. Nissoli. Ciliegina su una torta che i parlamentari ci tirano in faccia quotidianamente. Onnipresente sul web e sui social per le cose più inutili e per una faccia tosta unica. Non sappiamo in quale partito sia approdata, in ogni caso ben salda alla maggioranza che poi imprudentemente critica, come per esempio quando ha chiesto le dimissioni del Ministro Poletti reo di aver offeso i giovani emigrati che all’estero cercano fortuna. Di per sè è una giusta richiesta per un ministro incompetente, ma la signora Nissoli ha votato tutti i provvedimenti che hanno danneggiato i nostri giovani. La frase infelice di Paletti è ben poca cosa rispetto al danno fatto con le sue leggi che Nissoli ha votato senza fiatare. Quanta ipocrisia!

Fucsia Nissoli
Fucsia Nissoli

Vorrei infine sapere che fine ha fatto la proposta di legge sul riacquisto della cittadinanza che aveva strombazzato fosse in dirittura d’arrivo e che era certa sarebbe stata approvata nel 2016. Vengo a conoscenza da una mail che ha fatto una interrogazione al Ministro Alfano. Ma cosa c’entra Alfano? Le leggi le fa il Parlamento e a dire della Nissoli lei aveva il consenso e le firme della maggioranza del Parlamento. I suoi colleghi all’estero l’avevano sbugiardata riguardo alla facilità da lei pretesa per l’approvazione di questa sospirata legge. Oggi sbugiardata anche dai fatti cerca di dare responsabilità (aggrappandosi) al Governo ed al Ministro degli Esteri. Questo è quel che passa il convento.

Brava On. Nissoli, i risultati anche se non le appartengono (Ambasciata di Santo Domingo) cerca di attribuirseli. Delle illusioni che ha propinato ai connazionali cerca di scaricarne le responsabilità al Governo e al Ministro degli Esteri. Proprio brava! Ma si sa, la campagna elettorale è cominciata. Quindi caliamo un velo pietoso sul 2016.

Abbiamo come detto un nuovo ministro degli Esteri, Alfano. Ci auguriamo non voglia come i suoi predecessori essere ostaggio del MAE. Il fatto che debba stare al massimo un anno alla Farnesina può essere negativo, ma se vuole (da buon meridionale) può lasciare un segno positivo sul suo passaggio e può invertire una tendenza, anzi una deriva, che ci accompagna dopo il tempo memorabile di Tremaglia.

*coordinatore MAIE USA