“Gli italiani all’estero alle prese con disservizi di Comites e rete consolare”

“Il capitale aumenta i suoi profitti a danno dei proletari e dei pensionati che, a causa della crisi italiana, hanno scelto di vivere all'estero”

“Mentre i vari eletti nella Circoscrizione Esteri stanno preparando la campagna elettorale per le elezioni della prossima primavera, le comunità italiane nel mondo si scontrano con i disservizi dei Co.Mi.Te.S. e del sistema consolare”. Così una nota del Partito Comunista firmata da Massimo Mauro, segretario della Federazione esteri.

“La Federazione Esteri del Partito Comunista, che da mesi sta monitorando la situazione dei servizi per i numerosissimi expat, ha rilevato, per esempio, che in Argentina il drastico taglio dei finanziamenti per il personale di consolati e ambasciate ha portato all’esternalizzazione dei servizi nel consolato di Buenos Aires. Ma altrove non va meglio: in Spagna i Co.Mi.Te.S., per lo più gestiti da Patronati o da organizzazioni legate alla Chiesa, sono aperti in orari impossibili per i lavoratori, che spesso devono percorrere lunghe distanze per recarsi nei relativi consolati e, ancor peggio, molte volte si trovano costretti a dover pagare vere e proprie prebende per poter agevolare la burocrazia. In Gran Bretagna si registra una flebile inversione di tendenza con l’apertura di alcuni marginali uffici consolari a Manchester, dove già era presente un Consolato tra gli anni 2005-2006, ed a Birmingham, seconda città per numero di abitanti del Regno Unito. Il caso britannico sembrerebbe essere però legato alla prossima uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, e quindi legato ad una situazione burocratica per gli immigrati italiani differente da quella dei Paesi che continueranno ad essere membri dell’UE”.

“Ancora una volta – si legge in conclusione – il capitale aumenta i suoi profitti a danno dei proletari e dei pensionati che, a causa della crisi italiana, hanno scelto di vivere all’estero”.

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