Gli italiani all’estero presi in giro in continuazione – di Marco Basti

Grave decisione quella di rinviare ancora una volta le elezioni per il rinnovo dei Comites, che originalmente dovevano svolgersi nel 2009. Il decreto al vaglio del Parlamento prevede che si facciano entro il 2014!

A navigare tra le notizie delle varie agenzie dedicate a tematiche che riguardano gli italiani residenti all’estero, si arriva alla sgradevole conclusione che dopo i passi indietro fatti durante i primi quattro anni di questa legislatura, la famosa “altra Italia” stia scivolando in un precipizio, con la conseguenza che quanto è stato costruito durante decenni si sta irrimediabilmente perdendo.

La sgradevole impressione, la amara conclusione, si ricava mentre, a poco a poco, si leggono le notizie che hanno a che vedere con quelle che potevano ritenersi “conquiste” e che invece si stanno rivelando semplici contentini.

E’ il caso del comunicato del ministero degli Esteri, che annuncia un ulteriore rinvio delle elezioni per il rinnovo dei Comites e quindi delle successive assemblee per il rinnovo del Cgie, da svolgersi “entro il 2014”.

"Su impulso del Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi, la Farnesina, anche attraverso l’intera rete diplomatico-consolare all’estero, è impegnata a sostenere e valorizzare il ruolo ed il contributo fornito dagli organismi rappresentativi delle collettività italiane all’estero, Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) e Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), in tutti gli ambiti di attività della promozione dell’immagine e degli interessi del Paese e delle rispettive comunità nei settori economico, culturale, sociale e politico".  Con queste parole comincia la nota della Farnesina. La domanda che viene spontanea è se questa introduzione è una semplice ironia o una presa in giro in tutta la linea.

Poi continua così: "In consultazione con le realtà rappresentative degli italiani all’estero e sulla base delle indicazioni emerse dai dibattiti parlamentari, il Ministero degli Esteri è in particolare impegnato a promuovere in tempi rapidi la riforma legislativa dei Comites e del CGIE e in tale contesto il 25 maggio 2012 il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto Legge che dispone nuove modalità di voto per rinnovare i Comites e, conseguentemente, il CGIE. Le elezioni del 2012 vengono temporaneamente rinviate, ma dovranno in ogni caso aver luogo nel 2014".

Oltre al fatto che non si sa in che cosa consistano le nuove modalità di voto, oltre al fatto che un nuovo rinvio è una vera e propria presa in giro, la lettura del comunicato porta a porsi delle domande sulle reali intenzioni di chi lo ha diramato.
 
Infatti, viene da chiedersi ad esempio,  come si può parlare di impegno a sostenere e valorizzare il ruolo ed il contributo fornito dagli organismi rappresentativi delle collettività italiane all’estero, Comites e CGIE, in tutti gli ambiti di attività della promozione dell’immagine e degli interessi del Paese e delle rispettive comunità nei settori, quando vengono olimpicamente ignorate le numerose, insistenti, precise, generali richieste di procedere a indire le elezioni che, è bene ricordarlo, dovevano svolgersi nel mese di marzo 2009, essendo stati eletti gli attuali Comites nel marzo dell’ormai molto lontano 2004.

Viene da chiedersi quali sono le realtà rappresentative degli italiani all’estero consultate per prendere questa decisione, visto che praticamente tutti i consiglieri dei Comites e del CGIE che si sono manifestati riguardo la decisione del rinvio, compreso il segretario generale di quest’ultimo organo Elio Carozza, hanno manifestato la loro condanna sulla decisione, come lo hanno fatto quasi tutti i parlamentari eletti all’estero. 

Indifferenza, ignoranza, ostilità, presa in giro. Tutte espressioni che servono a definire la decisione presa dal governo. Non certo sostegno teso a valorizzare la nostra rappresentanza.

L’unico aspetto della vicenda rinvio elezioni (e riduzione di fondi per il loro funzionamento deciso già in precedenza) che sembra più incredibile è il silenzio rassegnato – al di là delle dichiarazioni di rito – dei propri consiglieri dei Comites e del CGIE. Un atteggiamento col quale non fanno altro che dare ragione a chi sostiene che sono organismi inutili.

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