Gli extraterrestri lasciano la terra – di Carlo Di Stanislao

“L’Ultimo terrestre”, opera prima del disegnatore e fumettista pisano Gian Alfonso Pacinotti, in arte “Gipi” (famosissimo per le sue graphic novels e le illustrazioni pubblicate su La Repubblica e Internazionale), accolto con favore da pubblico e stampa l’8 settembre a Venezia (da ieri anche nella sale), merita un articolo a parte. A parte perché è un film eterodosso e a parte perché, a ben vedere, è stato alquanto oscurato dagli applausi (giusti) a Crialese e dai fischi (ingiusti) alla Comencini.

Protagonista un uomo solo, chiuso nella sua faccia buffa e dura, Luca Bertucci (Gabriele Spinelli), trentenne barista in un Bingo, con lo sguardo assente e problemi di relazione, specie con le donne, abbandonato dalla madre da piccolo ("quella femmina maledetta"). Ogni tanto va a trovare il padre contadino in campagna (Roberto Herlitzka), un uomo mite che sembra non abbia ancora superato l’abbandono della moglie e ha come amico e confidente un trans che fa la vita di strada. Gli alieni, in verità, sono un problema marginale, a cui alcuni pensano come ad extracomunicari che porteranno via il lavoro, chi invece li immagina come figure angeliche capaci di darci conforto e ristoro.

Prodotto dalla Fandango in collaborazione con Rai Cinema (ancora un applauso al direttore generale Borelli) e Toscana Film Commission e liberamente ispirato al romanzo a fumetti ‘Nessuno mi farà male’ di Giacomo Monti (edizioni Associazione Culturale Canicola) – gli alieni vi sono rappresentati come dei buffi pupazzi dai grandi occhi e sembrano avere una funzione giudicatrice, come nel giudizio universale, nei confronti di una umanità alla deriva.

In occasione del film, la Fandango realizzò una campagna promozionale di marketing virale iniziata a fine maggio 2011 con la creazione del sito di ufologia Esseri di Luce – Visitatori dalla Pleiadi, senza alcun legame apparente con il film e con la presenza di diversi filmati di alieni. Il 6 giugno venne creato un omonimo profilo utente su YouTube da cui vennero caricati due video su un ipotetico avvistamento di un alieno in Italia. Il 3 agosto lo stesso canale pubblicò un video su YouTube in cui la giornalista del TG3 Maria Cuffaro annuncia l’arrivo degli alieni. La trovata, che ricorda quella di Orson Welles degli anni quaranta, ebbe eco anche oltre i confini nazionali e il quotidiano britannico The Guardian le dedicò un articol.

Il 1° settembre fu pubblicato dal canale di YouTube della Fandango un video della trasmissione radiofonica La Zanzara in cui Giuseppe Cruciani risponde ad alcuni interventi degli ascoltatori sull’arrivo degli alieni. A parte queste trovate, la vera risorsa è il film stesso: una autentica (forse la migliore) sorpresa a questa mostra del cinema con bilancio comunque positivo, realizzata con estro, coraggio, un granello di follia e un desiderio naturale di uscire dal seminato. Il film dà il meglio quando inventa immagini dense e bizzarre, come nell’incipit alla Lynch che vede il protagonista, solo come un cane, incontrare una prostituta in un immenso show room. Nel complesso un apologo senza morale su un pianeta ormai perduto e senza alcuna speranza, da cui anche gli alieni preferiscono scappare; una storia  raccontata con l’efficacia della semplicità, sfruttando al meglio una scenografia quasi post-atomica (ma in realtà post-industriale) e con un gusto della concisione mutuato dai ritmi delle strisce. Magari non sarà un film perfetto, ma ha comunque forza e originalità, il che non guasta. Oltre a quello del regista, ha il merito di rivelare il talento di Gabriele Spinelli, bravissimo a dar corpo all’anonimo cameriere di una sala Bingo protagonista della storia. ‘L’ultimo terrestre’ sembra il terzo lato del triangolo composto dal film di Abel Ferrara sulla fine del mondo e da ‘L’arrivo di Wang’ dei fratelli Manetti sul rapporto con gli alieni e dei tre lati del triangolo, a me è perso il migliore.

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