Giustizia, Severino: Enorme arretrato nei processi

"Il quadro generale" della situazione dello stato della giustizia "e’ rappresentativo di una situazione che desta forti preoccupazioni sia in ordine all’enorme mole dell’arretrato da smaltire che, al 30 giugno del 2011, e’ pari a quasi 9 milioni di processi (5,5 milioni per il civile e 3,4 milioni per il penale), sia con riferimento ai tempi medi di definizione che nel civile sono pari a 7 anni e tre mesi (2.645 giorni) e nel penale a 4 anni e nove mesi (1.753 giorni)". E’ quanto dice il guardasigilli, Paola Severino, nella sue comunicazioni in aula alla Camera.

"Peraltro nel settore civile- sottolinea- l’inefficienza nella definizione dell’arretrato ha dato luogo a costose e talvolta paradossali conseguenze. Si e’ gia’ detto che il ritardo nella definizione dei giudizi dipende, in larga misura, dal numero davvero esorbitante di questioni per le quali si richiede l’intervento del giudice. Con oltre 2.8 milioni di nuove cause in ingresso in primo grado l’Italia e’ seconda soltanto alla Russia nella speciale classifica stilata nel citato rapporto Cepej".

Ebbene, continua, "proprio questo fenomeno determina un ulteriore intasamento del sistema conseguente al numero progressivamente crescente di cause intraprese dai cittadini per ottenere un indennizzo conseguente alla ritardata giustizia".

Al riguardo "i numeri non ammettono equivoci: approvata la legge (n. 89 del 2001 a tutti nota come legge Pinto) che consente di indennizzare l’irragionevole durata del processo si e’ verificata una vera e propria esplosione di questo contenzioso passato dalle 3.580 richieste del 2003 alle 49.596 del 2010".

Un "secondo effetto negativo indotto da tale contenzioso- sottolinea Severino- e’ quello dell’ulteriore dilatazione dei tempi di definizione dei giudizi presso le Corti di Appello (cui e’ assegnata la competenza a decidere nella specifica materia) che si aggiunge all’entita’ ormai stratosferica e sempre crescente degli indennizzi liquidati (si e’ passati dai 5 milioni di euro del 2003, ai 40 del 2008 per giungere ai circa 84 del 2011)".
 

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