Giustizia, Fini: Riforma indifferibile

 

Gianfranco Fini è oggi a Napoli per la cerimonia delle consegna delle ‘toghe d’onore’. Con lui anche il ministro della funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.

 

Il presidente della Camera, durante il suo intervento, ha sottolineato "la necessita’ di collaborare con tutti gli operatori del settore per garantire la ripresa economica, nei settori che piu’ direttamente investono l’esercizio della professione forense".

"Mi sembra auspicabile che, al momento di intervenire sulle condizioni di esercizio della avvocatura, si proceda con la massima consapevolezza della funzione sociale e costituzionale della professione forense", ha aggiunto la terza carica dello Stato, ribadendo inoltre “la centralita’ della salvaguardia dell’indipendenza dell’avvocato, anche attraverso la difesa di strumenti di autonomia, quali lo stesso modello ordinistico".

Per Fini “è indifferibile” una riforma della giustizia, ma tale riforma dovrà “scaturire da un ampio confronto parlamentare tra le forze politiche e tutti gli operatori del settore, primi fra tutti proprio gli avvocati. Le necessarie riforme – ha aggiunto – dovranno anche derivare da lucide e ponderate e quindi non affrettate valutazioni delle patologie strutturali del sistema giudiziario”.

PROTESTA AVVOCATI All’arrivo di Fini e del ministro Patroni Griffi è scattata la protesta degli avvocati napoletani a Castel Capuano. Gli aderenti al Sindacato forense hanno alzato cartelli ‘contro la liberalizzazione selvaggia della professione’ ed ‘in difesa dell’indipendenza dell’avvocatura’.

Francesco Caia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, ha criticato duramente nel suo intervento di saluto la manovra economica di novembre. Un provvedimento che “prevede l’eliminazione del nostro ordinamento con un semplice atto ministeriale. Se cosi’ avverra’ saranno finalmente accontentati i soliti centri di potere economico che gia’ hanno tratto grandissima forza contrattuale dalla decretazione Bersani e vogliono trasformare gli avvocati in semplici impiegati dei grandi studi professionali”.

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