Giro d’Italia, Chiappucci: Italiani rimandati, meglio gli spagnoli

Il secondo e ultimo giorno di riposo del 95/o Giro ciclistico d’Italia offre lo spunto per un primo bilancio. Molti chilometri sono stati percorsi e non si puo’ nemmeno dire che sia accaduto poco, con quella maglia rosa che ha cambiato molte spalle, prima di essere indossata dallo spagnolo Joaquin Rodriguez, che se l’e’ scambiata per un paio di volte con il sorprendente canadese Ryder Hesjedal.

Il nordamericano, dal canto suo, ha dimostrato di non essere bravo solo a cronometro, poiche’ anche in salita non ha mai mollato, riuscendo a rimanere attaccato al rivale della Katusha team nella classifica generale. Finora e’ sembrato di assistere alla saga del ‘potrei ma non voglio’ o del ‘vorrei ma non riesco’. Un’ipotesi, forse una certezza, condivisa da Claudio Chiappucci, protagonista fra la fine degli anni ’80 e la prima meta’ dei ’90 di alcuni duelli all’ultima pedalata con lo spagnolo Miguelon Indurain, ma anche con il connazionale Gianni Bugno, oggi elicotterista al Giro. Chiappucci e’ rimasto deluso dal comportamento dei corridori italiani ‘che – dice – avrebbero potuto fare di piu”.

‘Finora abbiamo assistito a un dominio straniero, gli spagnoli si sono imposti ed e’ stata davvero dura interrompere il loro predominio – fa notare l’ex leader della Carrera, che e’ nato a Uboldo (Varese) e, fra le altre, ha vinto anche una Milano-Sanremo, in una carriera ricca di grandi prestazioni -. Gli italiani? Si, ne sono convinto: avrebbero potuto fare di piu’. Mi piace l’atteggiamento del canadese Hesjedal, perche’ non molla mai, lotta senza timori o paure’.

Chiappucci rimprovera ai corridori di ‘attendere un po’ troppo’. Quando correva era soprannominato ‘El diablo’, perche’ attaccava a ogni latitudine, quando la strada saliva, scendeva, spianava. Chiappucci era sempre li’, con i migliori, a dare battaglia e spettacolo. Un vero ‘diavolo’ sui pedali. Sull’atteggiamento ‘catenacciaro’ di Ivan Basso, Chiappucci ha una sua idea. ‘Si vede che non ha la gamba dei tempi migliori – taglia corto il conterraneo del capitano della Liquigas – evidentemente deve mancargli qualcosa, perche’ non mi sembra nelle condizioni di stare con i migliori. Non me la sento di bocciarlo, ma di rimandarlo a settembre, quello si’. E Kreuziger? Chiappucci dice: ‘Potrebbe fare qualcosa, ma anche lui si e’ visto poco. Cunego, invece, e’ l’unico che ci sta provando. Ha un distacco importante in classifica generale, ma finora il suo atteggiamento mi e’ piaciuto, perche’ almeno ci ha provato, cercando magari di creare il terreno giusto per Scarponi’. Gia’, Scarponi. Il marchigiano della Lampre, che il Giro 2011 lo ha vinto a tavolino dopo la squalifica inflitta dal Tas ad Alberto Contador, ‘mi sembra pimpante’, ammette Chiappucci. Che poi aggiunge: ‘Si vede che c’e”. Ma ci sono soprattutto gli spagnoli. ‘Oltre alla maglia rosa Rodriguez – osserva ‘El diablo’, ce ne sono altri due o tre da seguire con attenzione: come ad esempio quel Txurruca, o lo stesso Nieve Ituralde, Rujano, Intxausti. Vedremo le prossime tappe dolomitiche’. Chiappucci ha un rammarico. ‘Di non essere in gruppo oggi – dice, sorridendo – li avrei fatti disperare e patire, perche’ avrei sempre attaccato. La tappa decisiva? Si puo’ provare qualcosa nella tappa che si concludera’ sull’Alpe di Pampeago’. Parola del ‘diablo’.

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