Giovani, tra futuro e lavoro: Peluffo a confronto con 300 ragazzi

Il futuro lavorativo dei giovani, quello dell’editoria digitale, della scuola e del paese. Sono gli argomenti su cui 300 studenti di scuole medie e superiori di tutta Italia si sono confrontati stamattina a Roma, nell’Auditorium di via Rieti, con il sottosegretario di governo all’Editoria, Paolo Peluffo. Il faccia a faccia, condito da mostre fotografiche e video realizzati dai ragazzi, e’ stato promosso nell’ambito del progetto ‘Giovani domani’ del portale Diregiovani.it, che ha premiato, per l’occasione, i ‘giornalistinerba’, gli adolescenti che si sono distinti con i loro articoli pubblicati sul giornale on line ‘Dalla scuola’ sul portale Diregiovani.it promosso da Federico Bianchi di Castelbianco. A moderare il dibattito, il direttore dell’Agenzia di stampa DIRE, Nicola Perrone.

"L’Italia fra i grandi paesi e’ quella che legge di meno e leggeva meno anche prima della svolta digitale. Serve uno scatto, un movimento di massa per la lettura, altrimenti l’Italia rischia di rimanere marginalizzata per assenza di produzione della conoscenza- ha detto Peluffo parlando a ragazzi e insegnanti- bisogna studiare perche’ un popolo che non studia non ha alcuna possibilita’ di riprendersi dalla crisi. Chi legge- ha proseguito Peluffo esortando i giovani, ma anche i loro docenti- da’ un contributo allo sviluppo del paese".

Poi un passaggio sull’editoria digitale, amata soprattutto dai ragazzi: "In Italia siamo all’inizio- ha spiegato il sottosegretario- e’ certo che c’e’ il digitale, ma non che ci sia l’editoria dedicata" anche se, ha specificato Peluffo, "mantenere un pezzo di editoria tradizionale resta una necessita’ sociale perche’ fornisce un approfondimento e una capacita’ di commento che non si trova, ad esempio, nei social network". Poi sono scattate le domande di docenti e giovani presenti in sala, affamati di futuro, di sapere cosa possono fare per loro le istituzioni. Ma anche di porre questioni culturali.

"Quando i miei studenti vanno in libreria spesso non trovano i classici- ha sottolineato una docente di Modena- cosa si puo’ fare per evitare che scompaiano?". Rocco, studente delle superiori, ha voluto invece sapere "che traccia per il futuro puo’ fornire il governo ai giovani in un momento cosi’ difficile". "Se lei avesse 30 anni se ne andrebbe dall’Italia?", ha chiesto senza peli sulla lingua uno studente di Acilia, rappresentando la scelta che in molti fanno oggi nel paese. E "come si possono avvicinare giovani e istituzioni?", ha domandato Antonio da Agrigento. "I classici? Per non farli saprire anche la scuola puo’ sollecitarne la domanda invitando i ragazzi alla lettura- ha risposto Peluffo- potete essere voi docenti lo strumento di sostegno alla domanda". Il futuro dei giovani? "Dipende dallo studio- ha detto chiaramente il sottosegretario- dalla conoscenza delle lingue e dei fondamenti della tradizione. Lo studio e’ essenziale. E Internet e’ anch’esso uno strumento della conoscenza e della comunicazione, ma non seleziona. Per questo c’e’ bisogno di una conoscenza a monte. Anche per questo tenere in piedi la scuola pubblica difenderla, non e’ poco. Avere la scuola e’ un progresso immenso e non dobbiamo arretrare. A 30 anni? Avrei fatto un anno di studio fuori, magari, ma sempre con il desiderio di tornare- ha proseguito Peluffo-. E per i giovani non si fa mai abbastanza, bisogna sforzarsi di piu’ tenendo sempre a mente questa minoranza attiva". Una minoranza che poi e’ diventata protagonista, con la premiazione dei 45 studenti che hanno scritto i migliori articoli pubblicati sul portale Diregiovani.it nella sezione dedicata ai giornali delle scuole, 3 redazioni complete e 4 classi che hanno inviato i migliori video.

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