Giovani italiani nel mondo, uniamoci! – di Emanuele Esposito

La politica è come il calcio, c’è tanta passione, ma quando poi questa passione diventa un affare, allora è giusto, credo, che la giustizia del popolo – prima ancora di quella dei giudici – condanni e metta alla gogna tutti i politici, senza se senza ma.

In Italia a differenza di altri paesi civili questa regola non esiste, cerchiamo sempre di trovare mille scuse per difendere la nostra parte politica, è come al bar dello sport il lunedì mattina. L’Italia è un grande Paese, peccato che i cittadini tutti non si rendono conto della nostra grandezza, basterebbe veramente poco a essere un Paese moderno, efficace, ma dai tempi di Giulio Cesare siamo abituati a fregare, tutti siamo corrotti, viviamo in un far west del menefreghismo: l’Italia non cambierà mai nemmeno se tornasse Mussolini.

Sono residente all’estero da quasi dieci anni, per scelta di lavoro, ma solo Dio sa quanto mi manca la mia terra natale, e quando ogni giorno leggo notizie sull’Italia dei furbetti non nego che mi vergogno, perché noi italiani non siamo così, siamo gente onesta, ma ci siamo fatti corrompere da un sistema da cui è difficile, se non impossibile, uscire.

Da qualche giorno ho deciso di non seguire più Porta a Porta, Matrix, Ballarò, L’Ultimaparola e il resto dei programmi politici a senso unico: parlano sempre delle stesse cose, ma nessuno mai parla di cambiare il sistema, vedi il finanziamento pubblico ai partiti, una rapina illegale messa in atto ad arte da quelli che vanno in tv a raccontarci che l’asino vola.

Per me la politica è sempre una passione che coltivo da anni, un desiderio, un’illusione di poter dare ai miei figli e ai tanti ragazzi un Paese diverso, onesto, io ci credo, voglio crederci fino in fondo, vorrei svegliarmi un giorno e vedere l’Italia vista da Falcone, Borsellino, Pertini, dei tanti Italiani morti per unire questa nostra splendida patria, dei tanti nostri connazionali in tutte le parti del mondo che hanno donato con fatica, sudore, lacrime alla nostra terra, perché noi dobbiamo essere grati a loro, con i loro sacrifici oggi l’Italia nel mondo è rispettata, i nostri prodotti sono venduti grazie a loro, se siamo rispettati è solo grazie a quegli italiani che si sono fatti mesi sulle navi, e non quelle da crociera; sono rammaricato profondamente per il fatto che il nostro presidente della Repubblica non abbia dedicato nell’anno dei 150 anni di unità una sola giornata ai milioni di italiani all’estero.

Invito tutti i giovani italiani nel mondo a costituire un gruppo per dare il giusto valore alla politica degli italiani nel mondo, noi siamo il lievito del domani, costruiamoci l’Italia che vogliamo, riportiamo la politica sociale ed economica al centro, sono certo, sono più che convinto che possiamo risorgere e solo noi giovani possiamo veramente cambiare le sorti di questo nostro giardino d’Europa. Non è uno slogan, è il nostro Paese e noi abbiamo l’obbligo morale e civile di contribuire alla sua crescita, siamo in tanti in giro per il mondo e possiamo fare tanto: in mille hanno fatto l’Italia e quattro partiti la stanno distruggendo.

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