Giornali italiani all’estero, Narducci (Pd): Bene ripristino fondi stampa italiana nel mondo

La Commissione Cultura, Scienza, Istruzione della Camera dei Deputati ha concluso, ieri 5 luglio 2012, l’iter per la conversione in legge del Decreto legge 18 maggio 2012, n. 63, recante “disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici” che, come noto, all’art. 1bis ripristina i fondi per la stampa italiana all’estero come ho più volte auspicato in varie sedi istituzionali e negli incontri con l’associazionismo.

In Commissione Cultura, dopo un laborioso esame del gran numero di emendamenti presentati, ha dato parere favorevole al Decreto in questione, meglio conosciuto come “Decreto editoria”, nonostante l’opposizione manifestata dalla Lega Nord e dall’Italia dei Valori, forze politiche che hanno presentato anche numerosi emendamenti per la soppressione o modifica dell’articolo 1bis, che ripristina i contributi a favore dei periodici italiani pubblicati all’estero disciplina in modo nuovo i meccanismi di attribuzione dei fondi e il controllo. Emendamenti che però sono stati respinti grazie al parere favorevole della maggioranza.

L’on. Franco Narducci (PD), è intervenuto sia durante l’esame del Decreto in Commissione Affari esteri che in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, per ribadire l’importanza delle testate italiane all’estero che “in un questo secolo e mezzo di storia nazionale hanno continuamente promosso quel sentimento di comunità che si ritrova intorno ai valori culturali e storici italiani, senza mai dimenticare l’importanza dei processi d’integrazione” ma anche per sollecitare la “rapida applicazione di norme che esistono già e che chiamano alla corresponsabilità i rappresentanti della rete consolare che non sempre, in passato, hanno verificato con la dovuta attenzione il rispetto dei vincoli sanciti dalla legge sull’editoria Si spiegano anche così i fatti non propriamente qualificanti che sono accaduto e mettono in cattiva luce anche quelle testate che operano nel pieno rispetto della normativa”.

In particolare, l’on. Narducci, nell’accesa discussione svoltasi in Commissione Affari esteri, ha rivendicato la dignità degli italiani all’estero che non stanno ad elemosinare contributi dallo Stato; infatti “quello che i cittadini emigrati danno all’Italia non ha prezzo. Ma il contributo erogato ai periodici rappresenta spesso la loro possibilità di sopravvivenza e si somma a tantissimo lavoro di volontariato che contribuisce a promuovere e migliorare la qualità di tante testate”. Infine l’on. Narducci fa notare che nel dibattito avvenuto nell’organo di merito, la VII Commissione, “fa riflettere e sorprende che in vari emendamenti per i contributi alla stampa presentati dall’opposizione, al fine di reperire risorse si prevedevano ulteriori tagli alla rete diplomatico-consolare, dell’ordine di 5 milioni di euro per il 2012 e di 10 milioni di euro per il 2013. Evidentemente i proponenti – conclude Franco Narducci – o non hanno contezza di quanto sia stato già tagliato oppure ritengono gli emigrati cittadini di serie b”.

L’art. 1 bis -«(Contributi a favore di periodici italiani pubblicati all’estero). – 1. Nell’ambito delle risorse stanziate sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e nel rispetto del limite di cui all’articolo 2, comma 1, a decorrere dai contributi relativi all’anno 2012, è autorizzata la corresponsione dell’importo complessivo di 2 milioni di euro, in ragione d’anno, di contributi a favore di periodici italiani pubblicati all’estero da almeno tre anni e di pubblicazioni con periodicità almeno trimestrale edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero da almeno tre anni, anche tramite abbonamenti a titolo oneroso per le pubblicazioni on line.

2. La misura dei contributi per le pubblicazioni di cui al comma 1 è determinata tenendo conto della loro diffusione presso le comunità italiane all’estero, del loro apporto alla diffusione della lingua e della cultura italiane, del loro contributo alla promozione del sistema Italia all’estero, della loro consistenza informativa.

3. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri, sentite le competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, sono definiti i criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al comma 1, tenendo conto del numero di uscite annue, del numero di pagine pubblicate, del numero di copie vendute anche in formato digitale, e riservando una apposita quota parte dell’importo complessivo di cui al comma 1 alle testate che esprimono specifiche
appartenenze politiche, culturali e religiose.

4. È istituita una commissione incaricata di accertare la sussistenza dei requisiti di ammissione ai contributi di cui al presente articolo e di deliberarne la liquidazione, composta da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli affari esteri, in pari numero, nonché da rappresentanti del Consiglio generale degli italiani all’estero, della Federazione unitaria della stampa italiana all’estero, della Federazione nazionale della stampa italiana e della Consulta nazionale delle associazioni di emigrazione. Ai componenti della commissione non spetta alcun compenso o rimborso spese comunque denominato ed alle spese di funzionamento si provvede con gli ordinari stanziamenti di bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato».

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