Gioco d’azzardo, la droga del terzo millennio – di Gerolamo De Palma

Nonostante siano tante le riforme da costruire e mettere in opera per attuare il cambiamento nel nostro Paese, e’ necessario che, accanto a quelle che riguardano più strettamente la politica e l’economia, ci si occupi anche di prevenire e risolvere altri problemi collegati alla congiuntura che stiamo vivendo e finora trascurati.

Ci riferiamo alle nuove dipendenze legate al gioco, le ludodipendenze appunto, che stanno facendo crescere sensibilmente i numeri del disagio sociale, partendo dalla frequentazione ossessiva dei casinò e dalla mania delle lotterie, passando attraverso le slot nei bar, fino ai siti online che disperdono chissà dove i soldi degli sprovveduti.

Il Movimento delle Libertà accoglie l’appello del sindaco di Verbania e chiede l’immediato decadimento delle accuse a suo carico e dei presunti risarcimenti minacciati.

Il gioco a scopo di lucro in Italia rappresenta la più grande entrata per lo Stato, ma una grave problematica per la sanità: dal Ticino, attraverso l’Istituto ISIS di Lugano, arriva un grave monito ad essere più sensibili e meno indifferenti a quanto dichiarato e descritto dal sindaco del comune di Verbania che, pur sapendo di essere inquisito, non si arrende  e denuncia che la disperazione degli italiani impoveriti dalle ultime manovre, spinge a illudersi di potersi arricchire attraverso la buona sorte che di buono ha veramente poco e di fortuna non ha nemmeno l’ombra.

Queste attivita’ sono gestite con assoluta assenza di controllo e addirittura protette dalla omertà degli stessi proprietari dei locali che ospitano oramai da Nord a Sud una vera truffa legalizzata.

Basta fermarsi ad osservare chi si avvicina a tali giochi e continua a perdere, mentre gli sciacalli dei software si arricchiscono sfruttando le debolezze di chi ha riempito le slot di soldi senza vincere nulla. Per portare contributi all’erario non c ‘e’ bisogno di fortuna ma semplicemente di un software dedicato al conteggio matematico delle commissioni mai al ribasso.

Dai gratta e vinci sempre più costosi e sempre meno vincenti, al superenalotto che lascia ad un software la decisione di estrarre i numeri senza possibilità di scelta per il giocatore, ai pericolosissimi siti online che non garantiscono trasparenza ne’ tanto meno adeguati controlli: tutto e’ costruito ad arte per garantire il guadagno di chi ha ideato il programma.

Il Movimento delle Libertà dal 2007 sta lavorando con continuità alla regolarizzazione di questo settore attraverso la ricerca e l’esperienza decennale di impiegati nei casinò all’estero e di esperti di nuove metodologie. Perche’se il fumo, l’alcol, le droghe creano dipendenza dannosa per se stessi e per le finanze dello Stato, altrettanto dannoso è continuare a mandare spot televisivi che inducono a giocare sui tantissimi siti online che con i casinò non hanno assolutamente nulla a che vedere, ne’ tanto meno sono gestiti da esperti del mestiere; siti abilmente organizzati per creare dipendenza e recuperare capitali.

Credo fermamente che il sindaco di Verbania abbia dato un grande esempio di sensibilita’ e di consapevolezza del ruolo cui è stato designato dalla cittadinanza tutta; e che la regolamentazione di questi giochi possa servire a creare occupazione per mettere in moto il moltiplicatore economico e non per indebolire in modo esponenziale le tasche di chi nelle necessità della recessione si illude di trovare facile soluzione ai suoi problemi. Confondere i cittadini disperati con spot che invitano ad affidarsi alla dea bendata non puo’ e non deve essere consentito.

L’invito al Governo è di provvedere ai controlli sul territorio, se è il bene dell’Italia l’orizzonte a cui si fa riferimento. Basta con le speculazioni, finiamola con i facili introiti basati sulla dipendenza e sulla disperazione, smettiamola di illudere la povera gente che alla fine soccombe sotto i colpi dell’ usura o del ricatto. Il virus del gioco è esattamente come l’herpes: quando si manifesta, e’ ormai assai difficile da combattere e fortemente contagioso.

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