Gioco d’azzardo e turismo estero per uscire dalla crisi – di Gerolamo De Palma

La crisi continua. Ma l’Italia ora deve reagire con la logica collocazione delle sue risorse, in particolar modo deve rinfrescare i regolamenti di quei settori che producono alte entrate per lo Stato e magari adeguarli a nuovi modelli imprenditoriali e nuove metodologie provenienti dall’esperienza degli altri paesi.

Un paio di esempi per capirci meglio: oggi va di moda giocare tornei di poker online, ma dove vanno a finire i soldi? Ovviamente all’estero o nei conti bancari di grosse società. Potremmo invece riconsiderare l’idea di aprire nuove sale da gioco con minimi molto più accessibili di quelli degli odierni casinò, rispettando il percorso del novizio giocatore non spingendolo verso la ludopatia nè strattonandolo tra il tavolo da gioco ed il bancomat, ma controllandolo e condividendone le esperienze attraverso un ottimo servizio ed una maggiore attività di prevenzione alla base, e non come accade oggi solamente quando è troppo tardi per tornare indietro.

Il gioco d’azzardo clandestino ed i casinò online tolgono allo Stato il 10 % del PIL, per la stragrande maggioranza proveniente da operai, casalinghe e tanti ragazzi giovanissimi. Per non parlare delle nostre opere pubbliche, se oggi dovesse per esempio cadere l’orecchio del David di Michelangelo, perché non far cadere il Governo Monti? Lo Stato ha un patrimonio artistico – monumentale immenso che potrebbe fruttare quanto due o tre di queste manovre, così da poter pagare attraverso i benefici del Turismo estero almeno quanto chiesto a pensionati e lavoratori: basterebbe una grande opera di ristrutturazione imposta ai comuni in possesso di beni dello Stato visto che molto presto le loro casse saranno nuovamente piene e considerato che  non dobbiamo disperdere nuovamente i soldi dei contribuenti.

La lotta all’evasione può aiutare e magari si vincerà, come accade in Svizzera, attraverso l’aiuto dei cittadini che informano le autorità quando vedono un evasore all’opera, o magari per stimolare chi non fa nulla per nulla, potremmo utilizzare il metodo americano che stimola a denunciare gli evasori attraverso il pagamento di un premio in denaro.

Sicuramente aiutare lo Stato a non fallire è un dovere di tutti quanti gli italiani dentro ed al di fuori dei confini del Paese, ma altrettanto importante è non dimenticarsi di effettuare una grande opera di ristrutturazione delle nostre risorse rendendole praticamente utilizzabili ed economicamente più produttive ed interessanti, attraverso lo svecchiamento di metodologie obsolete verso l’esperienza anche di altri paesi.

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