Gioco d’azzardo, de Palma (MAIE): Ecco come le slot del monopolio portano alla dipendenza

Il gioco d’azzardo così gestito porta la società civile a subire tutti gli effetti negativi conseguenti al vizio, nessuno può chiamarsi fuori, anche indirettamente siamo tutti esposti ai rischi dell’azzardo incontrollato e incontrollabile

Paghereste mai per essere contagiati da una malattia compulsiva cronica? Certamente no! Purtroppo e inconsapevolmente questo accade in Italia alla media di 100 casi al giorno, inconsapevolmente per modo di dire, perché nulla accade per caso, soprattutto quando dietro la dipendenza di ogni singolo giocatore ci sono migliaia e migliaia di euro svaniti nel nulla, perché nulla spesso portano a casa i giocatori se non quello stato d’animo frustrato e infelice conseguente a ogni tentativo di accattivarsi i favori della dea bendata dal monopolio.

La psicologia dietro ogni gioco a scopo di lucro è la stessa che rese grande Giulio Cesare, la stessa che è alla base del gioco degli scacchi, “spazio e tempo”, infallibile quando un software decide i tempi entro i quali bisogna giocare e i limiti per ambire ad un grosso premio o anche semplicemente per giocare, come accade con le slot nei locali pubblici e nelle sale adibite alle slot.

Alcune osservazioni per comprenderci meglio: il tempo per scommettere.

Il minimo di scommessa impostato inizialmente in modo automatico è di un euro, mettendolo nella slot la stessa effettua la giocata dopo qualche secondo, in caso il giocatore non lo faccia di sua volontà.

In caso di vincita la slot aumenta la velocità delle singole giocate, senza che il giocatore possa far nulla per impedirlo. Dopo un certo tempo la slot, sempre di sua iniziativa, scarica i crediti, resettando il sistema.

Questo voler gestire il tempo è il modo pensato dal monopolio per pilotare la volontà dei giocatori, visto che la fretta non è sicuramente gemella della ragionevolezza e del buon senso. Innervosendo il giocatore, egli non prova più alcun divertimento, tutto diventa una sfida a perdere, tutto diventa cupo, mettersi in gioco diventa sempre più costoso. Del resto ad un giocatore incallito non interessa vincere ma giocare il più possibile, ecco perché il tempo è gestito dal software, proprio per creare dipendenza e povertà.

Giusto sarebbe poter spingere un tasto per impostare l’automatismo delle giocate, senza che il monopolio possa decidere e gestire i soldi dei giocatori, ritengo questo metodo fonte e causa di ludopatia.

Le vincite non permettono mai ad un giocatore che ha inserito centinaia di euro di recuperare, costringendolo ad una lotta impari che lo porterà alla dipendenza in poco tempo.

Chi possiede le chiavi per vedere quanto è stato scommesso e quanto pagato dallo slot? Il gestore del locale? Quanti gestori giocano pur non potendolo fare per legge, potendo anche verificare prima di scommettere se lo slot è vicina al pagamento o no? Chi controlla loro e la loro onestà? Chi c’è dietro il business industriale delle slot?

Il monopolio incassa miliardi, i giocatori si ammalano, la società tutta ne paga le conseguenze, nessun posto di lavoro in più, niente più soldi per provvedere al minimo vitale, a questo porta la malattia sponsorizzata oggi in quasi tutte le reti televisive italiane.

Chiediamoci cosa accadrebbe se tutto questo fiume di denaro rimanesse nelle tasche della gente, sicuramente comprerebbero qualcosa, il sistema nazionale va a discapito anche delle aziende, ma al monopolio questo non interessa perché comunque finiscono nella cassa dell’erario.

Necessaria una sana riforma, una riforma in grado di ridurre la dipendenza a favore dell’occupazione, capace di ridurre l’usura, il riciclaggio e la dipendenza, parassiti dello Stato da eliminare nel tempo.

Sarebbe auspicabile procedere con il controllo magnetico del limite consentito, creando un sistema di protezione del giocatore alla fonte del problema, così da poter aprire veri casinò, non quelli virtuali i cui gestori spesso sono fuori dai confini nazionali e quindi portano all’estero il denaro degli italiani.

Il gioco d’azzardo così gestito porta la società civile a subire tutti gli effetti negativi conseguenti al vizio, nessuno può chiamarsi fuori, anche indirettamente siamo tutti esposti ai rischi dell’azzardo incontrollato e incontrollabile.