Gianfranco Fini, torna il vecchio che si spaccia per nuovo – di Andrea Lorusso

L’ex delfino di Almirante, oltre ad avere smarrito un dizionario italiano per scoprire il significato della parola destra (in campo politico, ovviamente), può contare su qualche altra meteora che non si sa graziata da quale dio, ricomincia come se nulla fosse successo.

Pensiamo a Bocchino nominato direttore del Secolo d’Italia, fucina storica dell’Msi prima e di Alleanza Nazionale poi; una testata che è stata un baluardo dei principi cardine dei conservatori italiani. Oggi cosa ne rimane?

Ma no, non basta. Con un video emblematico Fini veste i panni di un allenatore di calcio, meno credibile di Oronzo Canà di Lino Banfi, e lascia spazio ad un giovane per il tiro di un rigore. Di sicuro spererà abbia più successo di lui, dati i numerosi autogol fattosi nella propria metà campo, divenuta per lui così ostile e avversa da fargli cambiare casacca.

Ma ahimè, la riforma Fornero colpisce tutti, e “l’Allenatore nel pallone” s’è visto aumentare i termini per il pensionamento. Trenta anni di attività parlamentare (1983 – 2013) evidentemente, non gli sono sufficienti.

Voglio sperare lo faccia per una comunicazione da parte dell’INPS, perché se ci dovesse raccontare sia stato un richiamo del popolo elettore, beh, ci dovrà spiegare quanti sono in famiglia, compresi i Tulliani a Montecarlo.

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