“Gentiloni durerà qualche mese, si vota in primavera”: parla Gasparri

“Sulla carta c'è una continuità tra lui e Renzi, c'è chi parla di un Governo fotocopia, ma magari partirà in un modo e poi si rivelerà un'altra cosa”

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus e parlando di Geniloni ha dichiarato che potrebbe anche non rivelarsi un pedissequo esecutore delle volontà renziane: “Gentiloni? Mi pare una scelta di tenuta un po’ debole rispetto al quadro renziano che era stato lacerato dallo stile debordante di Renzi. Come una legge del contrappasso vediamo ora in prima linea una personalità che ha un profilo basso, sobrio. Vedremo, è la logica della vita, dopo uno scoppiettante e scintillante, abbiamo l’opposto. Credo che durerà qualche mese. Penso si andrà a votare in primavera, tra aprile e maggio. Sulla carta c’è una continuità tra lui e Renzi, c’è chi parla di un Governo fotocopia, ma magari partirà in un modo e poi si rivelerà un’altra cosa. Non è detto che Gentiloni sia un esecutore pedissequo delle volontà renziane. Anche Lamberto Dini fece un Governo quando Berlusconi subì il primo ribaltone e poi fondò addirittura un partito”.

Poi Gasparri ha svelato un aneddoto. Lui e Gentiloni andavano a scuola insieme: “Conosco Gentiloni da 40 anni, eravamo nella stessa scuola, era un capo dell’estrema sinistra, ma anche all’epoca c’erano altri più violenti e minacciosi. Faceva l’intellettualino del movimento studentesco, Gentiloni, per sua fortuna, non si distingueva per atteggiamenti minacciosi o violenti. Parlo degli anni 70, lui era due anni più grande di me, eravamo al Tasso, una delle scuole più politicizzate di Roma. Noi di destra eravamo perseguitati, Gentiloni faceva parte della sinistra estrema, dei persecutori. Faceva parte di tutta quella congrega di sopraffattori. Non ricordo episodi specificatamente ascrivibili a lui, però era uno dei capetti, c’era questa borghesia romana che strizzava l’occhio a sinistra, erano i figli dei giornalisti, salivano sull’autobus ai parioli, quelli che usciti dalle loro case parioline col maggiordomo a scuola gridavano slogan comunisti, in un delirio ideologico che poi portò alcuni a finire nelle brigate rosse”.

Sul toto nomine. Si parla anche di Roberto Giachetti. Gasparri commenta così: “Se Gentiloni che arrivò terzo alle primarie del Pd fa il Presidente del Consiglio, Giachetti che è arrivato secondo vincendo le primarie del Pd, può fare come minimo il Papa. Ormai il rapporto con la democrazia non esiste più. Meno ti eleggono più vieni lanciato in alto”.

Gentiloni è stato il braccio destro di Rutelli: “Sicuramente Rutelli starà rosicando, anche se non lo ammetterà mai. E’ un rosicone, sicuramente penserà ‘mannagga, e io?’. In realtà lui non ha sfondato”.

Sul ministro che potrebbe arrivare dall’ala verdiniana: “Pera ministro? Hanno contattato Giuda, ma Giuda ha rinunciato e quindi pare che stiano cercando Pera. Forse era meglio Giuda. Poi non potendo legalizzare le droghe, si faranno almeno una pera…”