Genova, se spaccare la testa a un poliziotto ti rende un eroe – di Leonardo Cecca

Premetto che ho il massimo rispetto sia per coloro che perdono la vita sia per i loro familiari, ma a volte credo che l’amore che lega le persone sia causa di prese di posizione che sono offensive per tutti, anche perchè portano a sottovalutare e/o a trascurare certi comportamenti e nel contempo ad amplificarne altri.

Tutti sappiamo cosa avvenne a Genova durante il G8: orde di barbari misero a ferro e fuoco la città ed assaltarono le forze dell’ordine e, durante uno di questi "democratici" assalti condotti eroicamente a viso coperto, Carlo Giuliani perse la vita nel tentativo di fracassare la testa ad un carabiniere con un estintore; venne ucciso dal tutore dell’ordine in base al sacrosanto diritto della legittima difesa.

Il carabiniere subì le pene dell’inferno, il Giuliani ebbe una targa commemorativa presso la Camera. Nessuna comprensione e solidarietà venne espressa dalla famiglia Giuliani verso il carabiniere il quale fu additato alla pari di un mostro.

Ora , dopo le dichiarazioni di un poliziotto, circa i fatti avvenuti nella scuola Diaz, fatti sui quali ad onor del vero c’è molta nebbia e troppa politica, il padre di Carlo Giuliani prende carta e penna e scrive che Il Presidente della Repubblica il quale, in nome dello stato, dovrebbe chiedere scusa a Carlo, che, è bene precisare, non era tra i "torturati", in quanto già ucciso durante la sua impresa, per le offese pronunciate da un agente di polizia.

Spero proprio che il Capo dello Stato non si abbassi a tanto, poichè sarebbe un gesto intollerabile e del quale tutti gli italiani di buon senso proverebbero vergogna, basta ed avanza quella procurata con la targa che i comunisti vollero alla Camera. Il signor Giuliani dovrebbe sapere che i "tafferugli" durante il G8, ampiamente documentati, furono la massima espressione di inciviltà condita e forse anche voluta da una certa parte politica, mentre i fatti della Diaz, ove non sono entrate le telecamere, ma la politica e alla grande, sono nebulosi e non sarebbe, specialmente nel nostro Paese, la prima volta che si vuol far passare per oppressi quelli che veramente usano la violenza, la menzogna in un deplorevole trito di inciviltà.

Il signor Giuliani ha mai pensato che quel carabiniere era comandato a svolgere un servizio per difendere lo stato ed i cittadini, mentre suo figlio era sul posto per motivi completamente diversi e di certo niente affatto lusinghieri? Non faccia il politico per tornaconto e ci pensi un po’ su.

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