Gay, lesbiche e trans: anticonformismi e nuovi valori – di Claudio Antonelli

Ispirato da un sentimento nichilista molto diffuso in un’Italia ormai popolata soprattutto da vecchi e figli di vecchi, Umberto Veronesi ha esaltato il sentimento omosessuale, giudicandolo più nobile, più evoluto, più poetico del sentimento di chi, da maschio, s’innamora semplicemente di una donna: "L’amore omosessuale è più puro. In quello etero una persona direbbe: ‘ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio’. Nell’amore omosessuale invece non accade, è più evoluto e consapevole: si dicono ‘ti amo perché il tuo pensiero, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti sono più vicini ai miei…’".

Le saune maschili, dove l’accoppiamento con partner incontrati un attimo prima è spesso la norma, sembrano smentire questa stramba tesi dell’amore omosessuale "più puro" perché basato sul sentimento altruistico del "ti amo perché il tuo pensiero, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti sono più vicini ai miei…". E anche le migliaia di prostitute che si offrono per una sveltina all’aria aperta smentiscono il "ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio". Il cliente di prostitute, in realtà, è animato da un impulso che non è certamente quello di avere un figlio dalla peripatetica.

Un altro convinto assertore dei nuovi valori è l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, che ha esaltato la grande femminilità e la capacità di "accudimento" dei transessuali: "I transessuali sono donne all’ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria." La parte sana dell’Italia dovrebbe intervenire immediatamente, in aiuto alla Caritas – aggiungo io – per la protezione di queste preziose badanti quasi tutte straniere.

Seguendo la corrente di questi italiani "controcorrente", la cantante Carmen Consoli ha elogiato – e ti pareva – l’amore gay: "Potrei innamorarmi di una donna. Essere etero o no per me non conta". E si è augurata di poter diventare mamma di un figlio gay. Un giornalista ha chiosato: Carmen è "convinta che ad una società ancora arroccata su falsi moralismi – che lei da sempre critica nelle sue canzoni – alcuni messaggi non possano che far bene."

All’apice della demenza anticonformistica contro i "falsi" moralismi è giunto Franco Piperno, già teorico di Potere Operaio. Questi ha esaltato l’attentato-massacro delle Torri gemelle come opera d’arte sublime e atto sacrosanto di giustizia sugli americani, incarnazione per eccellenza del Male. A detta sua, attraverso questo "evento dalla bellezza sublime" – sorta di affresco-scenografia capolavoro – i poveri hanno trionfato sui ricchi, i perseguitati sui persecutori, le vittime sui carnefici.

Piperno – vibrante assertore di valori estetico-morali e di astratte categorie umane – ha fatto rientrare nella categoria del male, giudicandoli quindi meritevoli di morte, gl’incolpevoli occupanti le torre gemelle, massacrati dal fanatismo religioso-politico di psicopatici da circo criminale, convinti di guadagnarsi, attraverso l’atto terroristico, il biglietto d’ammissione al giardino delle vergini. C’è da sperare solo che qualche psicopatico, o anche un sopravvissuto al crollo delle Torri Gemelle, non decida ora d’inserire anche il professor Piperno in una delle tante astratte categorie del male; non vi sarebbe che l’imbarazzo della scelta: Piperno potrebbe, infatti, essere visto come bianco, occidentale, discendente dei romani imperialisti, o discendente forse di ebrei; e via farneticando… O potrebbe essere considerato, da un vendicatore assetato di giustizia, un complice dei massacratori comunisti di un tempo e, ora, di quelli islamisti, e quindi meritevole di morte; di una morte da eseguire, beninteso, attraverso una scenografia alla Zeffirelli, nel pieno rispetto insomma dei canoni estetici cui Piperno è così sensibile.

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