Gay e lesbiche, A proposito di Giovanardi – di Margherita Genovese

Anch’io sono una persona normale, caro direttore, e devo dire che, al di là dell’ accostamento singolare e certamente improprio fatto da Giovanardi sui baci omosessuali ostentati in pubblico, non condivido nel metodo ma condivido nel merito.

Lo spettacolo indecoroso del Gaypride, che vedo solo sui media, mi procura disagio proprio come se vedessi per strada due persone slinguazzarsi senza ritegno a mo’ di idrovore pompanti.

Certamente la frase di Giovanardi viene interpretata come sempre secondo la propria sensibilità, e capisco le reazioni delle comunità omosessuali, capisco meno quella di Rosy Bindi, ipocrita paladina di virtù improbabili. L’avere accennato alle effusioni esagerate tra genitori davanti ai figli come fattore di imbarazzo, dimostra poi quanto Giovanardi sia in realtà persona di stampo antico non necessariamente bigotto, ma attento al pudore e alla collocazione del sesso nella sfera intima della persona: un conto è il bacio scambiato in un contesto d’amore canonico, un altro e’ il bacio profondo e prolungato che per i tipi alla Giovanardi prelude al coronamento di un rapporto intimo da scambiarsi preferibilmente in un letto e non sulla lavatrice che centrifuga.

Est modus in rebus: e l’ostentazione dell’omosessualità come orgoglio di "razza" a nostro parere rivela una certa eterofobia che sta diventando insopportabile alla rara specie del "normale" maschio ancora in circolazione. Da qui le reazioni piccate e piccanti. Cerchiamo di tornare a vivere la sfera privata come qualcosa di nostro, e organizziamo tutti i bunga bunga che vogliamo a casa nostra, senza offendere l’altro pretendendo che condivida e magari adotti il nostro modo di vivere. Rispettiamoci a vicenda, nessun fondamentalismo puo’ attecchire in una mente illuminata. Ne’ omofobia ne’ eterofobia. E la pace sia con voi.

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