Gay e indagati, governo Renzi inizia male – di Leonardo Cecca

Non sono affatto un omofobo, perché ritengo che ogni persona abbia il sacrosanto diritto di vivere la propria sessualità ed essere rispettato da tutti. La sessualità, secondo me, è però qualcosa di intimo, di privato e, pertanto, deve essere vissuta con dignità, con decoro e senza ridicole ostentazioni come spesso avviene in qualche trasmissione chic televisiva e peggio ancora in quelle indecorose carnevalate dell’orgoglio gay, manifestazioni, queste, prive di qualsiasi significato, ma condite di immenso disgusto.

Gridare ai quattro venti la propria sessualità (qualunque essa sia) ritengo che sia la massima espressione di un senso di inferiorità interiore e di frustrazione. A questo tipo di manifestazioni non poteva di certo restare immune il governo ed il neo sottosegretario alle riforme e ai rapporti con il parlamento Scalfarotto, che ha subito detto: "io primo gay dichiarato al governo".

Se il buongiorno si vede dal mattino, c’è solo da dire che un mattino più triste non ci poteva essere, poiché quello che deve mettere in mostra il sottosegretario sono le sue capacità e le sue competenze nell’azione del governo. Vabbé, come scelte Renzi va alla grande, ha già due ministri, Lupi e Lanzetta, indagati ed un sottosegretario che mette subito al centro di tutto la sua sessualità: peggio non poteva iniziare.