G20, Obama teme la crisi europea: agire ora o mai più

U.S. President Barack Obama speaks at a campaign event at Cuyahoga Community College in Cleveland, Ohio June 14, 2012. REUTERS/Kevin Lamarque

Il G20 di Los Cabos, in Messico, potrebbe essere l’ultima chance per tentare di evitare quella ‘catastrofe’ evocata gia’ tempo fa dal segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner. A Washington ne sono piu’ che convinti, perche’ lo spettro che agita i sonni del presidente Barack Obama e’ oramai quello del rischio di una vera e propria ‘Lehman Brothers europea’ . Moltissimo dipende dall’esito del voto in Grecia, proprio alla vigilia del G20 piu’ drammatico degli ultimi anni: se crolla Atene, l’effetto domino, ‘a cascata’, e’ ritenuto quasi inevitabile. E – teme sempre piu’ la Casa Bianca – e’ destinato a travolgere non solo l’intera Eurozona ma il resto del mondo, compresi gli Stati Uniti.

Obama, nel suo tradizionale messaggio settimanale alle famiglie americane, ha ribadito come dal Vecchio Continente arrivano gia’ ‘venti contrari’ che soffiano contro la ripresa dell’economia e della occupazione americane. Ma la situazione potrebbe improvvisamente peggiorare. Non a caso la Casa Bianca ha fatto sapere di essere ‘pronta a tutte le emergenze’ per parare i colpi di un eventuale terremoto europeo.

”Il mondo si prepara al test dell’euro”, scrive il Wall Street Journal, e l’Europa si ”prepara al suo momento Lehman Brothers”. Perche’ in atto c’e’ una vera e propria ‘deriva europea’. Bisogna esserne consapevoli ed essere preparati. Per questo Obama – che vedra’ i leader Ue presenti al G20 a margine del summit, forse per l’ultima volta prima delle presidenziali americane del 6 novembre – vuole vedere le carte. Vuole che sul tavolo vengano messe misure chiare, precise, dettagliate in grado di fermare il contagio. Azioni che il presidente americano vuole siano approvate nel vertice dei capi di Stato e di governo della Ue di fine mese. Quello che serve – insistono con forza a Washington – e’ innanzitutto un rafforzamento della rete di protezione europea, mettendo sul piatto piu’ risorse e potenziando il ruolo della Bce. E poi gli stimoli alla crescita, senza la quale Obama e’ convinto sia impossibile uscire dal tunnel. Con l’onda lunga della recessione che potrebbe investire nelle prossime settimane anche gli Usa, con tutte le conseguenze del caso. Anche il rischio per Obama di non conquistare il secondo mandato alla Casa Bianca. Perche’ ci sia una svolta, pero’, serve unita’ di intenti. Anche questo e’ il messaggio con cui Obama da settimane martella i leader europei, che pero’ sembrano non ascoltare, facendo prevalere le divisioni anche in una situazione in cui la zona euro e’ sull’orlo del baratro. Risultato: ‘I leader del blocco non hanno ancora agito in concreto’, scrive il Wall Street Journal, riferendosi ad Angela Merkel, Francois Hollande, Mario Monti e Mariano Rajoi. Leader che a Los Cabos hanno una delle ultime possibilita’ di trovare una linea comune ed efficace, insieme all’alleato americano.

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