G20, Aiuti al Vecchio Continente – di Claudia Crocioni

A Citta’ del Messico si e’ appena concluso il G20. I grandi del Pianeta si sono riuniti per discutere gli sforzi fatti e da fare per aiutare l’Europa a riprendere il volo.

I Paesi estranei all’Unione Europea propongono in primo luogo di alzare il fondo salva Stati incrementandolo di 250 miliardi di euro, precisamente da 500 a 750 miliardi. Anche il Fondo Monetario  Internazionale potrebbe accrescere il suo budget fino a 1000 miliardi di dollari. Ma l’FMI si riunira’ a Washington soltanto in aprile, e sara’ allora che si decidera’ quanto di questi fondi verra’ messo a disposizione del Vecchio Continente. Alcuni paesi come Stati Uniti e Regno unito non vogliono tuttavia mettere in campo risorse prima che i fondi europei EFSF e ESM siano stati rinforzati. Rinvigorimento che sarebbe dovuto avvenire durante il prossimo Consiglio Europeo, durante i primi giorni del mese di Marzo, ma che probabilmente verra’ rimandato. Monito che arriva dal ministro tedesco Schauble il quale interviene: “Marzo ha 31 giorni”.

Dunque il governo tedesco temporeggia, forse per incentivare l’azione interna dei Paesi piu’ a rischio che dovrebbero risollevare le proprie sorti con manovre e riforme emendate dai loro stessi governi. Ovviamente si parla di Grecia e Italia. Nel nostro caso tuttavia l’FMI si ritiene soddisfatto di quanto  fatto fino ad oggi dal governo Monti. Ad ogni modo non rinunceranno a mandare regolarmente a Roma i loro ispettori. Per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo invece, possiamo dire senza dubbio che la loro crescita se pur rallentando non si ferma. Anzi sono loro oggigiorno a risentire di meno della crisi globale.

Intanto dobbiamo preoccuparci del costo della vita. Oltre a prendere in considerazione l’intera societa’ bisogna anche interessarsi del singolo individuo e chiederci quanto sara’ dura per ognuno di noi. Con la crescita del prezzo del petrolio (125 dollari al barile) sta diventando un lusso anche andare a lavorare con la propria automobile. Non ci resta che aspettare e resistere.

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