Il futuro incerto dell’Italia

Anche il 2017, ci piaccia o no, non può essere l’anno dei segnali di ripresa, proprio perché preceduto da un quinquennio d’intrighi e di contrasti

In Italia non siamo andati avanti; sia politicamente, che economicamente. Siamo più smaliziati, ma nella stessa preoccupante atmosfera del recente passato. C’è ancora scarsa attendibilità politica e Gentiloni non è nelle condizioni di modificare il tracciato renziano. Le nostre considerazioni, quindi, si limiteranno ai fatti che sono capitati; tralasciando quelli che, probabilmente, seguiranno. Questo, se non altro, favorirà a vedere chiaro.

Sul fronte economico, nulla di veramente originale e dalla parte del cittadino. Nonostante il contenimento della spesa nazionale, il deficit pubblico continua a essere sensibile e gli eventi sociali, piccoli o grandi, ci hanno richiamato a una realtà che credevamo dissipata con la Seconda Repubblica.

L’unica certezza, forse, potrebbe essere rappresentata dalla nuova legge elettorale che potrebbe essere operativa già col prossimo anno.

Intanto, i Partiti si muovono in modo scoordinato e le critiche hanno buon gioco sui fatti del quotidiano. Nei prossimi mesi, i segnali d’insofferenza non mancheranno. Analizzarli tutti resta impraticabile; anche perché continuano a mostrare uno scollamento di rapporto tra eleggibili ed elettori.

In questi mesi di vita governativa, ogni errore di percorso, anche marginale, ha avuto un suo peso. Gli effetti più evidenti sono stati meno occupazione e difficoltà per i bilanci famigliari. Anche il 2017, ci piaccia o no, non può essere l’anno dei segnali di ripresa proprio perché preceduto da un quinquennio d’intrighi e di contrasti che hanno evidenziato come una certa politica possa portare alla rovina. Ora sarebbe il caso di bandire le illusioni e lasciar stare tutte quelle promesse che non si potranno mantenere. Il Paese ha bisogno, un disperato bisogno, di convinzioni. Di democratici avvenimenti per frenare l’evoluzione speculativa della realtà nazionale.

In caso contrario, le conseguenze sarebbero dannose e non solo nella Penisola. Gli errori “interni” avrebbero anche “ripercussioni” internazionali. L’Unione Europea non consente l’esistenza di posizioni ”ibride”. Neppure la mancanza di buon senso. Il nostro futuro resta ancora incerto.