Fuga dei cervelli, ‘nell’università italiana il merito non c’è’

"Se sto facendo una carriera di alto livello è solo perché sono scappato a gambe levate dal Paese che amo". Lo afferma Roberto Coppari, 45 anni, biologo, coordinatore del Centro sul diabete e docente del Dipartimento di Fisiologia cellulare dell’Università di Ginevra, in una intervista al Quotidiano Nazionale. E sostiene che "nell’università italiana il merito non c’è. Comandano i baroni, con le loro logiche di spartizione e potere. Contano le amicizie giuste. Se le hai, le porte si aprono. Io però mi sono ribellato al sistema. Hanno cercato di vendicarsi con un’azione legale, ma ho avuto ragione in tutte le sedi, dal Tar delle Marche al Consiglio di Stato. Ho vinto. Ma non torno".

"Recentemente ho vinto finanziamenti per 2,5 milioni di euro del prestigioso European Research Council. Sono soldi gestiti direttamente da me. In Italia il ricercatore che vince un finanziamento si vede sottrarre quella somma dal barone titolare di cattedra e direttore di dipartimento che gli sta sopra. In altri Paesi questo è un reato. Ci si va in galera. Qualunque traguardo in Italia non è tuo, ma ti viene scippato", "la politica che in Italia inquina le università, qui in Svizzera non esiste. Anche se poi in Italia qualche isola felice si trova".
 

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