Fucsia Nissoli, “bene parere CGIE su lingua italiana nel mondo”

“Concordo soprattutto sul richiamo ad una armonizzazione e riorganizzazione dell’ordinamento scolastico all’estero che tenga conto delle specificità delle diverse aree geografiche”

“I contenuti del parere che  il Comitato di Presidenza del CGIE ha espresso sullo schema di decreto legislativo per il riordino della legislazione  riguardante le scuole italiane e la diffusione della lingua italiana all’estero, in discussione nelle Commissioni esteri e istruzione, sono, secondo le mie valutazioni, senz’altro condivisibili”. Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli FitzGerald subito dopo aver ricevuto il documento contenente il parere del CGIE sullo “schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero” messo a punto dal Governo ed inviato al Parlamento.

“Concordo soprattutto sul richiamo a Governo e  Parlamento – precisa l’on. Nissoli – ad una armonizzazione e riorganizzazione dell’ordinamento scolastico all’estero  che tenga conto delle specificità delle diverse aree geografiche continentali e di singoli Paesi, completamente assente nella attuale formulazione del decreto”.

“Anche sulla regolamentazione delle funzioni e degli strumenti degli enti gestori – sottolinea la Deputata eletta all’estero –  ritengo anche da parte mia, necessario   un  aggiornamento della attuale normativa,  e , in    particolare,  una riflessione approfondita sul ruolo degli enti gestori, per rafforzarne il loro ruolo nel quadro della promozione della nostra lingua nel mondo,  accanto  al lavoro svolto dagli istituti di cultura. La richiesta esplicita del CGIE, che condivido pienamente, e che pone come condizione esclusiva per confermare il suo parere positivo  al decreto  – sottolinea l’On. Fucsia Nissoli –  è che siano recuperati  e valorizzati quei contenuti ancora attuali della legge 153, ai quali   affiancare  i corsi di insegnamento e di formazione a distanza, per offrire maggiori opportunità di apprendimento agli studenti e di aggiornamento ai docenti, in particolare nei Paesi di grandi estensioni territoriali. Una soluzione  certamente positiva potrebbe essere quella del conseguimento dell’abilitazione a distanza per i docenti locali dei corsi di lingua e cultura, con la collaborazione  delle alte scuole pedagogiche atte all’insegnamento della lingua italiana”.

“Insisto anche io, come il CGIE – conclude l’on. Nissoli –  che venga garantito con proiezione triennale il finanziamento dal capitolo 3153,  che, per la sua specificità e per le sue  finalità espressamente rivolte  dalle norme vigenti ai cittadini italiani residenti all’estero,   deve tornare sotto l’egida della Direzione generale degli Italiani all’estero ed essere  assegnato annualmente agli enti gestori, scorporando dallo stesso l’onere finanziario del personale di ruolo e degli stagisti neo laureati inviati all’estero dal MAECI e dal MIUR”.