Frattini, PdL e Udc uniti da molti temi: non abbandonare dialogo con Casini

Franco Frattini, esponente di punta del Popolo della Libertà ed ex ministro degli Esteri del governo Berlusconi, in un’intervista al Messaggero invita il proprio partito a non abbandonare il dialogo con l’Udc di Pierferdinando Casini: l’appello che il leader centrista ha lanciato ai moderati, osserva Frattini, “è importante, perchè parte dalle cose e dai temi che uniscono questa area politica al di là delle sigle di partito. L’europeismo e’ il primo motivo di affinità".

Qual è l’ostacolo più grosso ad una alleanza PdL – Udc? La presenza di Silvio Berlusconi in prima linea. Ma Frattini dice di non essere sicuro del ritorno in campo del Cavaliere, “semplicemente perche’ non l’ho sentito dire da lui".

Il desiderio di Europa non è comunque l’unica cosa che lega PdL e Udc: oltre a questo, osserva l’ex ministro, c’è “la comune convinzione che un’altra manovra economica non si puo’ fare e che bisogna allentare la pressione fiscale. Dire che l’aggressione al debito pregresso si deve fare subito, mediante un grande piano nazionale, e’ un punto fondamentale che ci trova in sintonia e riunirebbe certamente i moderati italiani”.

C’è poi la politica interna, e anche lì PdL e Udc sono uniti da molti temi: “a cominciare dalla reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale. E poi: su Di Pietro e su Vendola, Casini la pensa come noi e non come Bersani. Crede cioe’ che non si puo’ costruire il governo del Paese con soggetti di questo tipo. La distanza tra Casini e il Pd e’ piu’ forte di quella che c’e’ tra noi e lui”.

Nell’intervista Frattini sottolinea anche come, a suo parere, il fenomeno dell’anti-Montismo sia qualcosa che parla alla pancia degli italiani: “Il passo indietro di Berlusconi significò anteporre l’interesse del Paese in difficoltà all’interesse del partito. Se noi vanifichiamo questo, diciamo sostanzialmente che il gesto di Berlusconi è stato inutile".

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