Francia, i grandi assenti alle elezioni politiche

Sono i grandi assenti delle elezioni politiche francesi. Politici di peso che spesso possono vantare importanti cariche governative alle spalle, ma che hanno scelto di non candidarsi alle prossime elezioni politiche, il cui primo turno e’ previsto per domenica e il secondo turno per il 17 giugno.

La defezione piu’ clamorosa e’ stata quella di Alain Juppe’, ministro degli Esteri dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, che ha deciso di non candidarsi e che continuera’ a fare il sindaco di Bordeaux. Un modo per lui di anticipare la legge che vietera’ il cumulo dei mandati, attualmente allo studio del governo del presidente Francois Hollande. Stesse motivazioni per la segretaria socialista, Martine Aubry, che e’ anche sindaco di Lille e che non intende partecipare alle politiche. O Bertrand Delanoe, il sindaco socialista di Parigi, anch’egli schierato insieme a buona parte dei socialisti contro il cumulo dei mandati.

All’Assemblea Nazionale sono circa una trentina in ognuno dei due principali partiti, Ump e Partito socialista, i parlamentari che non si ripresentano. Tra i deputati della destra, la prima fattispecie riguarda coloro che si ritirano dalla vita politica o che vanno in pensione. Come Roselyne Bachelot, ex ministra della Salute di Nicolas Sarkozy, che gia’ lo scorso gennaio annuncio’ che non si sarebbe ripresentata nella prima circoscrizione del Maine-et-Loire, dove, nel 1988 aveva preso il posto di suo padre, Jean Narquin, deputato gollista. Ma anche Pierre Mehaignerie, uno dei leader della corrente centrista dell’Ump, eletto deputato dell’Ille-et Vilaine, senza mai un’interruzione, dal 1973. O l’ex sindaco di Parigi, Jean Tiberi, che lascia il posto a Francois Fillon, il premier di Sarkozy, candidato nell’ambitissima seconda circoscrizione di Parigi. Ma hanno deciso di non ricandidarsi anche gli ex ministri Dominique Perben, Jean-Pierre Soisson, che vanno in pensione, o Pascal Clement, la cui circoscrizione e’ stata eliminata con la riforma di Sarkozy. Altri abbandonano la vita parlamentare per motivi professionali. Alain Joyandet scommette sul settore privato. Francois Loos lascia la sua circoscrizione del Bas-Rhin per la presidenza dell’Agenzia dell’ambiente e la gestione dell’energia (Ademe).

Tra i socialisti, sulla trentina di deputati che hanno scelto di non ripresentarsi, venticinque lo hanno fatto ‘da soli’. Tra loro, ci sono politici come Jean-Pierre Balligand, Jean-Louis Bianco o Philippe Tourtelier. Mentre Julien Dray, colpevole di aver invitato Dominique Strauss-Kahn alla cena del suo compleanno, mettendo in imbarazzo altri socialisti in piena campagna presidenziale, non ha ricevuto l’avallo del partito per una nuova candidatura. Un episodio che fini’ su tutti i giornali e che scateno’ l’ira di Hollande. Ma soprattutto della campagna Valerie Trierweiler, che fece bloccare l’accesso di Drey al quartier generale del neoletto presidente.

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