Francia, casa e treno: Hollande ‘troppo’ normale?

Un presidente normale va al vertice di Bruxelles in treno e rientra a Parigi in automobile anche se sono le due di notte, e lo fa rispettando i limiti di velocita’. Non vive all’Eliseo, ma nel suo appartamento del XV arrondissement, neanche uno dei quartieri piu’ belli, e in un palazzo moderno, piuttosto banale. Per Francois Hollande e’ una questione di stile (uno stile anti-Sarkozy, che venne subito chiamato il presidente dei ricchi) e di promesse, ripetute ai francesi durante la campagna elettorale. Ma il suo vivere normale sta creando non pochi grattacapi a quanti devono occuparsi della sua sicurezza. Senza contare le spese impreviste.

La scena del presidente francese che sale sul treno per Bruxelles nell’affollata Gare du Nord di Parigi, quasi come un passeggero normale, piace tanto alle tv e taglia netto con il passato. Nicolas Sarkozy utilizzava due aerei anche per partecipare ai vertici di Bruxelles: 300 km da Parigi e un’ora e un quarto di viaggio con il Thalys. Hollande si attiene in questo modo alle regole del codice deontologico che ha fatto firmare anche ai suoi ministri, invitati a prendere il treno per tutti gli spostamenti di meno di tre ore. Sobbalzano invece gli specialisti della protezione dei leader di Stato. Un guardaspalle del presidente, citato da Europe 1, fa notare che il tutto ‘e’ molto bello, ma poco professionale. Se andiamo avanti cosi’ – avverte – sara’ una catastrofe’. Critiche a Hollande pendolare le ha sollevate oggi anche Henri Guaino, ex consigliere speciale di Sarkozy. Questa volta non riguardano solo la sicurezza, ma anche i costi: fa notare che il treno ‘costa di piu” dell’aereo. E che comporta il dispiegamento di un maggior numero di poliziotti per garantire la sicurezza in stazione e nei vagoni. E vuol dire obbligare le autorita’ locali, belghe nel caso di ieri, a fare altrettanto. Per non parlare dei disagi causati ai viaggiatori davvero normali.

Il punto e’ che il nuovo presidente si comporta ancora da candidato. Sin dal giorno delle elezioni, Hollande continua a stringere mani e a salutare passanti obbligando gli agenti della sicurezza a corrergli dietro. Proprio come faceva Francois Mitterrand, capo dello Stato dal 1981 al 1995, che amava girovagare per le vie della capitale, ma all’epoca, fanno notare gli esperti, non si correvano gli stessi rischi.

Restare sobrio, semplice, non lasciarsi impressionare dai tappeti rossi: Hollande vuole continuare a fare la vita di ‘prima’, a cenare nel ristorante sotto casa e a comprare la baguette nel forno all’angolo. Quanto potra’ durare?, ci si chiede con insistenza Oltralpe. Gli esperti sono d’accordo col dire che l’appartamento dove Hollande vive in affitto da cinque anni con la compagna Valerie Trierweiler, al quinto piano di un condominio della rue Cauchy, crea problemi. Ci sarebbero da blindare le grandi vetrate. Si deve controllare chi entra e chi esce. Certo, anche il suo predecessore passava ben poco tempo all’Eliseo, ma sembra che sorvegliare la dimora di Carla Bruni, in una residenza privata di soli ricchi e in un quartiere chic, fosse molto piu’ agevole.

Forse Hollande sara’ obbligato a cedere prima o poi e traslochera’ in rue du Faubourg Saint-Honore’ o salira’ su un aereo, direzione Berlino. Forse per evitare di trasformare in un inferno la vita degli altri, il nuovo presidente dovra’ rinunciare almeno un po’, ad essere un uomo qualunque. Normalità, sì, insomma, ma non troppo.

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