Francia 2012, Marine Le Pen è la politica dello sfascio – di Andrea Verde

Nessuno si illuda. Marine Le Pen non ha nessuna intenzione di dare delle indicazioni di voto ai suoi 6.4 milioni di elettori; anzi spera che l’eventuale sconfitta di Nicolas Sarkozy apra una crisi irreversibile in seno all’Ump, permettendo al FN di lanciare un’OPA sul centro-destra francese in vista delle legislative di giugno.

La strategia del Front National é chiarissima: agire sulle paure dei francesi, agitare lo spettro dei rischi della mondializzazione selvaggia e dell’immigrazione incontrollata per risvegliare i rancori della Francia profonda; quella delle campagne e dei sobborghi.

Non é un caso che il FN sia praticamente assente dalle grandi città; a Parigi ha raccolto un misero 6 per cento, come non é un caso che la politica di Sarkozy in tema di sicurezza non piaccia a Marine Le Pen.

Tra la negazione dei problemi cara alla sinistra, specie ai tempi di Jospin, e l’esasperazione dei medesimi (strategia del FN), Nicolas Sarkozy ha scelto una terza strada: quella della responsabilità.
Ogni problema é un argomento elettorale per il FN, ma la Francia, come Sarkozy ha spesso ricordato, ha bisogno di soluzioni e non di problemi.

Sarkozy é inviso agli estremisti di destra e agli integristi musulmani e non a caso; la sua battaglia per un islam moderato, contro ogni forma di deriva comunitarista, la sua difesa della legalità contro il degrado delle banlieus, il suo sostegno alle primavere arabe e da ultimo la sua politica di apertura verso la «diversità», hanno profondamente irritato sia l’estrema destra, sia i fondamentalisti islamici che speravano di poter continuare a gestire i propri orticelli elettorali grazie all’ignavia e all’indifferenza del potere politico.

L’ approvazione della legge contro il burqa é stata una tappa fondamentale di questo percorso; con quella prova di forza Sarkozy ha inteso ribadire che nel territorio della République, i simboli di sottomissione e di umiliazione della donna non sono i benvenuti. E tanto per rendere più chiari i propri propositi, Nicolas Sarkozy, é tornato ieri a ribadire la propria condanna verso pratiche barbare come l’infibulazione (mutilazioni genitali femminili), la poligamia, la lapidazione delle donne adultere.

«Un Paese come la Francia é grande, quando lo é soprattutto per gli altri» diceva il ministro della cultura di De Gaulle, André Malraux. Sarkozy ha fatto proprie queste parole sostenendo il grido di libertà che si levava dalle primavere arabe e mandando l’aviazione francese a liberare Bengasi e la Libia dalla tirannia di un feroce satrapo.

«Per troppo tempo in nome della stabilità, abbiamo tollerato la presenza di tiranni che soffocavano nel sangue le istanze di libertà dei loro popoli» ha ripetuto incessantemente Sarkozy in questi mesi rispondendo a chi, come Marine Le Pen, lo criticava per l’intervento in Libia.

La battaglia per l’integrazione, per il rispetto delle differenze, per la costruzione di un’Europa migliore é una battaglia difficile specie in tempi di crisi in cui tendono a prevalere i movimenti estremisti che si nutrono di odio, di rancore e di malcontento. Per questo fa bene Sarkozy a rifiutare ogni accordo politico sia con il Front National sia con i fondamentalisti islamici: con l’odio e l’intolleranza non si costruisce nulla. Occorre rilanciare la grande tradizione umanista della Francia, rivolgendosi a quella maggioranza silenziosa che rifiuta le contrapposizioni frontali e il gioco al massacro di Marine Le Pen.

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