Francia 2012, attesa in Italia: Bersani tifa Hollande, che non dispiace neppure a PdL e Terzo Polo

La politica italiana, stretta tra le politiche del rigore di Monti e la tentazione di riprendere in anticipo le redini del paese, guarda con attenzione alle elezioni presidenziali francesi. E se Pier Luigi Bersani, che con il socialista Francois Hollande ha stretto un nuovo patto dei progressisti europei, tifa senza remore per il rivale di Nicolas Sarkozy, il Terzo Polo e il Pdl, pur non schierandosi con nessuno, auspicano una nuova politica europea, non piu’ subalterna alla linea tedesca ma piu’ attenta alla crescita. Insomma, anche a loro sembra non dispiacere del tutto la linea Hollande. Anche se Italo Bocchino, intervistato da ItaliaChiamaItalia, si è schierato apertamente con l’attuale presidente francese.

Il Pd guarda alla sfida dei cugini d’Oltralpe tanto in chiave europea quanto come auspicio di ‘un vento nuovo’ che accelleri, in vista delle elezioni politiche del 2013, il cambiamento in Italia dopo gli anni di Berlusconi. Con Hollande, auspica il segretario Pd, si possono mettere in moto ‘delle spinte e incoraggiare il nostro progetto, aggregando altre forze nel senso della costruzione di un centrosinistra di governo’. E per una nuova Europa e quindi per nuove politiche economiche anche in Italia, Bersani fa suo lo slogan ‘Cambiare in Francia e cambiare in Europa’ perche’ ‘il giorno dopo la vittoria di Hollande la Merkel capira’ che le cose cambiano senza bisogno che qualcuno glielo dica’. Per il Pd il cambiamento deve andare nella direzione di un’Europa piu’ solidale, meno attenta ai mercati e ai vincoli di bilancio e piu’ vicina ai cittadini e all’economia reale.

Una correzione di rotta che Bersani, insieme a Angelino Alfano e a Pier Ferdinando Casini, ha chiesto anche al premier Mario Monti nell’ultimo vertice di maggioranza perche’ anche ‘la voce dell’Italia si deve far sentire, dobbiamo fare outing anche noi’. Proprio nella chiave di una nuova Europa piu’ attenta alla crescita e meno schiacciata sulla Germania, anche Casini e il Pdl guardano all’esito delle elezioni francesi.

‘Non ho un candidato preferito – sostiene il leader dell’Udc – Una cosa importante che mi aspetto e’ che si parli di Europa in termini nuovi. L’Europa deve essere impegnata non solo a pretendere rigore dagli Stati, ma deve anche dare un contributo forte alla crescita perche’ senza crescita non si esce dalla recessione’. Nel Pdl, se il leader Angelino Alfano evita previsioni, il capogruppo Fabrizio Cicchitto ammette che ‘in Francia c’e’ una reazione di rigetto rispetto alla subalternita’ alla linea tedesca’ e che il problema in Europa e’ ‘non essere totalmente schiacciati sulla Merkel’ e su politiche recessive.

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