Fra il dire e il fare, Matteo Renzi – di Antonio Gabriele Fucilone

Matteo Renzi ha ricevuto l’incarico da Napolitano per formare il nuovo governo. Il segretario del Partito Democratico, dopo avere parlato molto e fatto tanti bei discorsi, dovrà dimostrare di sapere fare le cose. Io penso che Renzi possa avere anche delle amare sorprese. Governare un Paese non è come governare una città. A Firenze, lui era il Sindaco e sopra di lui non c’era nessuno. Da Presidente del Consiglio avrà sopra di lui il Presidente della Repubblica. Ora, bisognerà capire come si porrà Renzi di fronte ad un Presidente della Repubblica che in questi anni (nel bene e nel male) ha svolto un ruolo da protagonista come Giorgio Napolitano. Per esempio, se Renzi dovesse usare troppo i decreti, come potrebbe reagire Napolitano? Inoltre, da Sindaco, Renzi poteva cacciare un assessore che non gli andava a genio e nominarne uno nuovo. Da Presidente del Consiglio, non potrà cacciare i ministri che non gli vanno bene e nominarne di nuovi, senza passare per il Colle. Tra l’altro, con la stessa maggioranza che aveva Letta, Renzi dovrà stare attento perché se dovesse mettersi contro il Nuovo Centrodestra o Scelta Civica il suo Governo cadrebbe. Renzi rischia il suo futuro politico.

Dopo avere detto che non sarebbe diventato Presidente del Consiglio senza elezioni ed avere fatto il contrario, Renzi ha perso un po’ di feeling con la gente o meglio la gente (in particolare chi ha votato Renzi alle primarie) si sente tradita da lui. Possiamo dire che il "fenomeno Renzi" si sia già sgonfiato. Qui c’è il rischio che l’antipolitica vinca.

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