Forza Italia, Parisi da Berlusconi ad Arcore: ecco i temi sul tavolo

Stefano Parisi e’ atteso questa sera ad Arcore per un incontro con Silvio Berlusconi. Al centro del colloquio, spiegano da Forza Italia, l’impegno dell’ex ad Fastweb nel centrodestra.

La decisione del Cavaliere di coinvolgere l’ex candidato del centrodestra al comune di Milano nel nuovo corso di Fi aveva scatenato piu’ di qualche malumore tra i big azzurri. Nell’ultimo summit ad Arcore i dirigenti di Forza Italia avevano ribadito all’ex premier di non aver nessun problema di fronte al coinvolgimento di Parisi, ma questo sarebbe dovuto avvenire senza che Parisi fosse considerato un primus inter pares. Vedremo.

DETTAGLI Una nuova Forza Italia capace di diventare il perno di un’area dei moderati che rimetta insieme i ‘pezzi’ ora sparsi tra maggioranza ed opposizione. E’ questo il progetto che Silvio Berlusconi discute questa sera ad Arcore, a cena, con Stefano Parisi. E’ infatti al manager voluto dal Cavaliere per sfidare Beppe Sala a Milano (e che ha tra i suoi principali sponsor Fedele Confalonieri e Marina Berlusconi) che il leader di Forza Italia vuole intestare l’operazione. Un percorso lungo che pero’ ha gia’ un appuntamento fissato. E’ stato infatti lo stesso Parisi ad annunciare dopo l’estate una convention a Milano in cui discutere un nuovo programma liberale, una base sopra cui costruire l’alternativa al governo Renzi. L’intenzione dell’ex ad di Fastweb insomma non e’ quella di lanciare l’opa a Forza Italia ma di lavorare in accordo con il Cavaliere e il nuovo direttorio azzurro (vertici Mediaset, Letta, e i consiglieri dell’ex capo del governo) ad un progetto che parta da Forza Italia per poi riaggregare tutti i moderati, a partire dall’Area Popolare di Angelino Alfano. Non e’ un caso infatti che Parisi sia stato uno degli ospiti della kermesse di Ncd organizzata da Maurizio Lupi in Sicilia e che proprio i centristi siano tra i principali fan dell’ascesa dell’ex candidato del centrodestra al comune di Milano.

Che Parisi sarebbe diventato un protagonista del centrodestra e una risorsa per Forza Italia lo avevano intuito anche i partecipanti all’ultimo vertice tra Berlusconi ed i capigruppo venerdi’ scorso ad Arcore. I dirigenti azzurri non avevano chiuso la porta all’ipotesi di un maggior coinvolgimento dell’ex direttore generale di Confindustria a patto che questa operazione non significasse un’investitura verso la leadership del centrodestra: "E’ il benvenuto nel momento in cui tutti possono dare il contributo al centrodestra" ma "non e’ che l’idea liberal-popolare sia un’idea nuova, la condividiamo tutti", precisa Paolo Romani, presidente del senatori azzurri, racchiudendo sostanzialmente il pensiero della maggioranza dei dirigenti di Forza Italia: pronti ad riallacciare seriamente il dialogo con Alfano a patto pero’ che il leader di Ncd lasci la maggioranza e di conseguenza il governo. Oltre alle resistenze dentro FI, l’ex ad di Fastweb deve fare i conti anche con gli alleati degli azzurri.

"Parisi ha il diritto di candidarsi dentro il suo partito", e’ la premessa di Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia, che pero’ ricorda come il ‘modello’ Milano proposto da Parisi non sia stato vincente: "Questo errore pesa nella valutazione del candidato sindaco di allora Parisi e credo che in qualche modo pesi anche nel suo ruolo futuro". A differenza di Fratelli d’Italia, dentro la Lega Nord il progetto a cui lavora Parisi fa discutere e i giudizi non sono unanimi da parte dei dirigenti del Carroccio. Roberto Maroni plaude all’iniziativa dell’ex manager: "A me – spiega – non interessa chi fara’ il leader, mi interessa il programma comune e la squadra di governo. C’e’ tanto lavoro da fare e ogni iniziativa utile ben venga". Diverso invece l’approccio di Salvini che non ha fatto mai mistero di ambire alla guida del centrodestra. Il leader della Lega boccia un ritorno all’alleanza con Alfano ribadendo che per chiunque si candidera’ alla leadership "l’importante sara’ il programma e la squadra". "Poi il programma – aggiunge – non puo’ essere un minestrone, il progetto io non lo condivido con Alfano e i Cicchitto".

 

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