Forza Italia attacca il governo Conte, “torna da Bruxelles a mani vuote”

Accolte le richieste italiane? "Ma dove? Quando?”. Nulla di tutto questo, osserva il senatore di Forza Italia, Renato Schifani

Gli azzurri non ci stanno a restare con le braccia conserte e a guardare in silenzio come M5S e Lega conquistano sempre più consensi. Così giorno dopo giorno Forza Italia porta avanti il suo ruolo di opposizione nei confronti del governo gialloverde.

Ad attaccare l’esecutivo Jamaica, oggi, è – tra gli altri – Renato Schifani, senatore forzista, secondo cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato dal Consiglio europeo a mani vuote.

“Centri per i migranti solo su base volontaria, revisione del trattato di Dublino all’unanimità, mentre rimane l’obbligo di rimpatrio verso il punto di prima accoglienza, che penalizza proprio l’Italia. Dal Consiglio europeo il nostro Paese, e in particolare il governo giallo-verde, torna a mani vuote. E francamente – sottolinea Schifani – si fa fatica a condividere la soddisfazione del presidente Conte, che parla di richieste italiane accolte”.

Accolte le richieste italiane? “Ma dove? Quando?”. Nulla di tutto questo, osserva il senatore. Che continua: “Più prudente il ministro dell’Interno Salvini che parla di accoglimento al 70% delle nostre proposte. Il problema è proprio quel 30 per cento che manca e che di fatto lascerà il nostro Paese ancora solo, affidando tutto alla buona volontà dei singoli Paesi. Infatti, non a caso, l’alleata di Salvini in Europa, Marine Le Pen, si dice soddisfatta perchè ora ‘i Paesi hanno il diritto di dire no’. Appunto, di dire no all’Italia”.

“E’ evidente – aggiunge Schifani – che il governo a questo punto voglia nascondere il fallimento della sua strategia politica, visto che i migranti rappresentano finora l’unico tema di un’agenda desolatamente vuota, ma la sconfitta resta ed è pesante. Invece, in questo quadro deprimente si staglia nuovamente la lezione, da statista, di Silvio Berlusconi, che dalle colonne del Corriere della Sera ammonisce che in Europa non si vince mostrando i muscoli, ma grazie alla capacità di dialogo e confronto. Tutto quello che finora è mancato all’Italia ed i risultati, modesti, ne sono la triste conseguenza”.