Forza Italia all’estero, ecco perché Guglielmo Picchi attacca Vittorio Pessina – di Ricky Filosa

Abbiamo appena letto alcune dichiarazioni dell’On. Guglielmo Picchi che ci hanno sorpreso non poco. L’unico eletto all’estero di Forza Italia presente nel Parlamento italiano attacca ferocemente il senatore Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Fi. Secondo Picchi quella di Pessina “è una gestione fallimentare sotto tutti i punti di vista”. E ancora: “Oggi Forza Italia all’estero nella sostanza non esiste”, e poi: “Mi chiedo quali altre iniziative abbia intrapreso Pessina oltre alla ostentata e ricercata alleanza con il MAIE”. Per l’azzurro inoltre Pessina si sarebbe “autonominato al Consiglio Generale degli Italiani all’estero”.

Premesso che, conoscendo Pessina, siamo sicuri che le cattiverie di Picchi gli siano scivolate addosso come gocce di pioggia su un impermeabile, ci chiediamo: sono fondate le accuse dell’onorevole o il deputato interviene solo per creare caos e divisioni?

Dunque, andiamo per gradi. “Forza Italia all’estero oggi non esiste”: vero, fino a un certo punto. Se Picchi fosse realmente in contatto con i referenti azzurri di tutto il mondo, come lo è Pessina, saprebbe che esistono circoli e Club che si danno invece molto da fare nelle proprie ripartizioni elettorali, a prescindere da ciò che Roma fa o non fa. E questi referenti sono in continuo contatto con Pessina, gli propongono iniziative che il senatore si è già occupato di promuovere e diffondere a livello mondiale. E’ vero tuttavia che il partito è crollato oltre confine rispetto agli anni d’oro. Ma Guglielmo Picchi è in gran parte responsabile del declino. Dopo Barbara Contini, Aldo Di Biagio, Esteban Caselli, è stato lui a coordinare Forza Italia all’estero. Lui si è occupato delle liste alle ultime elezioni politiche, elezioni che hanno rappresentato una sonora sconfitta per Fi nel mondo. Oltre 250mila voti persi, diversi parlamentari eletti all’estero di Forza Italia lasciati per strada. Ne è rimasto uno soltanto, Guglielmo Picchi appunto. L’unico ad essersi salvato, anche grazie alla sua astuzia: ha scelto candidati che non gli fossero di ostacolo per la sua elezione. Dunque Picchi di cosa parla, se anche a causa sua il partito oltre confine è stato maciullato?

Esilarante il suo attacco a Pessina, che invece da quando è stato nominato ha fatto passi importanti, nonostante non abbia ancora ottenuto da parte del partito il sostegno necessario. Questo Picchi dovrebbe criticare, semmai. Com’è possibile che Forza Italia, che si vanta di essere un grande partito, non metta a disposizione risorse per il dipartimento Italiani all’estero? Questa è la vera vergogna. E certo ciò non dipende da Pessina. Anzi, il senatore ha intrapreso viaggi per incontrare personalmente i referenti azzurri nel mondo: Parigi, New York, Istanbul, Dubai… e lo ha fatto a spese proprie per cercare di ricostruire quello che i suoi predecessori, Picchi compreso, avevano distrutto. Pessina infatti si è trovato davanti le macerie lasciate da Picchi e compagnia, che avevano fatto a pezzi Forza Italia nel mondo.

Altro punto da confutare. L’alleanza con il MAIE, che a Picchi proprio non va giù, è stata invece una scelta assai intelligente: per contrastare un governo capace soltanto di tagliare e tassare i connazionali, Pessina ha scelto di essere vicino al Movimento Associativo Italiani all’Estero, in modo tale da poter combattere con maggiore forza le politiche sbagliate di questo esecutivo nei confronti del mondo dell’emigrazione.

La sua nomina al CGIE? Voluta espressamente dal presidente Silvio Berlusconi in persona, che apprezza Pessina e lo ha ricevuto più volte in forma privata e pubblica. Berlusconi e Pessina inoltre sono legati da una vecchia amicizia, mentre Guglielmo Picchi all’interno del partito conta pochino. Lo diciamo con dispiacere. Forse, se fosse stato più apprezzato all’interno degli azzurri, anche gli italiani nel mondo avrebbero ottenuto maggiore attenzione. Chissà… E che Picchi non conti poi così tanto in Forza Italia lo dimostra anche il fatto che abbia cercato più volte di candidarsi a sindaco di Firenze, ma niente, mai avuta la benedizione del Cavaliere.

E’ evidente anche ai bambini che non c’entra nulla la gestione Pessina. Perché la verità è che Pessina ce la sta mettendo tutta per recuperare la credibilità e la fiducia degli elettori. Picchi vomita bile per sfogare le proprie frustrazioni. E forse per aprire la strada a un prossimo cambio di casacca… Qualcuno dice stia corteggiando Matteo Salvini. Possibile. Per ora sono soltanto rumors e così ve li proponiamo. Comunque dubitiamo fortemente che il Matteo padano voglia affidarsi al deputato toscano, magari per quanto riguarda la Lega in Europa. Non sarebbe una mossa astuta, a nostro modo di vedere. Ma in politica mai dire mai… Salvini potrebbe accogliere Picchi anche solo per dar fastidio a Silvio, soprattutto in un momento in cui il centrodestra italiano appare in totale confusione (guardate ciò che accade a Roma).

Oppure Picchi più semplicemente punta a far fuori politicamente Pessina per tornare sulla poltrona di coordinatore Fi nel mondo, quello che poi si occuperà di fare le liste alle prossime elezioni politiche. E allora Guglielmo avrebbe assicurata la ricandidatura e probabilmente anche la vittoria elettorale. Per fare tutto questo, però, deve fare i conti con il senatore, che di certo non è l’ultimo arrivato.

L’eletto all’estero residente a Londra, che in questa legislatura non si è fatto mai sentire sui media per comunicare il proprio lavoro parlamentare ma ha invece trovato il tempo di vergare una nota per gettare veleno in faccia al proprio coordinatore, raggiunge l’apice del delirio quando dichiara che Pessina “è riuscito in quello che la sinistra in 10 anni non era mai riuscita a fare, ovvero annichilire l’azione politica di un grande partito come Forza Italia”. Ma Picchi sta parlando di se stesso. E’ lui che ha massacrato il partito, lui insieme a Caselli e a tutti gli altri. Se Caselli ha regalato ciò che restava di Forza Italia al MAIE, Picchi ha sigillato la caduta dell’impero berlusconiano oltre confine. Glielo ricorda, a modo suo, persino Eugenio Marino, responsabile del Pd nel Mondo, che su Twitter cinguetta: "Qui @guglielmopicchi sbaglia solo 1 cosa: @pdnetwork aveva annichilito @forza_italia vincendo 9 a 1 elezioni 2013". Appunto.

L’azzurro toscano si augura che Pessina si dimetta presto “per poter riprendere un radicamento serio e poter fare politiche innovative ed adeguate alla nostra emigrazione e agli Italiani del Mondo”. Quelle insomma che Pessina invece sta portando avanti con coraggio e che lui non ha mai fatto. Roba da non credere.

Fino a che punto si può arrivare quando si è dominati dall’invidia e dal rancore? “Sei peggio di un bambino capriccioso, la vuoi sempre vinta tu…”: Mina potrebbe cantare a Picchi queste parole. Vi ricordate quando, nei giorni della nomina di Pessina a coordinatore del dipartimento Italiani all’estero, ha rosicato di brutto – come si dice a Roma – perché quel posto voleva fosse suo? Rosicamento prevedibile. I lettori più affezionati di ItaliaChiamaItalia conoscono bene il personaggio, Guglielmo Picchi non cambia mai.

Se l’intenzione di Picchi era quella di far paura a qualcuno, crediamo abbia ottenuto solo l’effetto contrario: risate a crepapelle dal Nord al Sud del mondo. Prima ce l’aveva a morte con Massimo Romagnoli: ora che Massimo è fuori dai giochi, ha dovuto trovare un altro nemico. Sempre interno al partito. Anzi, il suo stesso coordinatore. Ma vi rendete conto? Se Silvio sapesse cosa sta combinando, come minimo gli darebbe una forte tiratina d’orecchie. Voi che dite?

Twitter @rickyfilosa

Comments