Forza Italia: 80 euro a pensionati, incapienti e autonomi

"Estendere il beneficio degli 80 euro" non solo a chi ha già un contratto di lavoro dipendente, ma anche "agli incapienti, ai pensionati e agli autonomi". Cercare le coperture altrove e "non nel prelievo dai conti correnti postali come fece Amato". Quindi "l’eliminazione della Tasi almeno sulla prima casa e provvedimenti per le imprese come la diminuzione dell’Irap e l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli". Sono queste le proposte di Forza Italia, illustrate in conferenza stampa al Senato dal capogruppo Paolo Romani, che si propongono come alternativa al decreto del governo Renzi che introduce gli 80 euro in più in busta paga per i lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 1500 euro al mese.

Un decreto che si chiama "di competitività e giustizia sociale, un titolo, ironizza Romani, "che non ci azzecca niente, perché manca il criterio di equità sociale: gli 80 euro sono solo per dieci milioni di persone e non riguardano incapienti, pensionati, autonomi che avrebbero lo stesso diritto".

Per di più, contesta Forza Italia, le coperture del provvedimento sono del tutto discutibili, anzi "ci lasciano sbalorditi: è una nuova tassa sul macinato (una imposta indiretta ideata dal presidente del Consiglio Luigi Federico Menabrea nel 1868, che generò un forte aumento del prezzo del pane, ndr), una rapina sui conti correnti postali del 20-26%, ci sembra una contraddizione".

Secondo Romani insomma si tratta "di un decreto figlio di una certa superficialità, il premier nelle sue televendite dovrebbe stare più attento".

Anna Cinzia Bonfrisco rincara la dose: " E’ una operazione spot, molto simile alle operazioni di natura elettorale, ma se si vorrà mantenere l’aumento di 80 euro, altre risorse andranno trovate. E Al momento tutto incide sulla pressione fiscale, sia retributiva che pensionistica, e il primo ricorso alla Corte Costituzionale, vanificherà questo provvedimento costringendo il governo a trovare altre risorse anche per i pensionati".

L’alternativa, secondo la Bonfrisco, è "dare un piccolo sostegno ai cosiddetti incapienti, a valere sulla carta acquisti, la social card introdotta da Berlusconi e che andrebbe implementata".

E per finire c’è il caso Rai: "Il governo introduce quella che i vertici Rai definiscono una ‘rapina da 150 milioni’. Nessuno si pone il problema di tassare colossi come Facebook e Google che operano e guadagnano in Italia senza offrire neanche un posto di lavoro, e poi rapiniamo la più straordinaria risorsa di cultura".

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