Follia Comites, anche il Pd estero in allarme: ‘consentire accesso elenchi elettori’

 

Follia Comites, il registro degli elettori ai candidati? Decide il garante della Privacy. Dopo l’allarme lanciato da ItaliaChiamaItalia, le forze politiche si danno una scossa. Il primo a farsi sentire è stato il MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero presieduto dall’On. Ricardo Merlo, che attraverso la propria newslist ha rilanciato l’articolo del nostro quotidiano online a tutti i propri contatti, mettendoli sull’attenti. Si è fatto sentire poi l’On. Marco Fedi, Pd, eletto all’estero e residente in Australia.: "il Garante decida in fretta".

Ora sono tutti i deputati del Pd eletti all’estero a intervenire sul tema, con una nota nella quale si legge, tra le altre cose: “I rappresentanti di lista e i candidati non sono certi fino ad ora di poter ottenere da parte degli uffici consolari le liste degli elettori per svolgere una fisiologica campagna elettorale. La difficoltà di soddisfare questa legittima richiesta deriverebbe da direttive date in tal senso dagli uffici del MAECI, che avrebbero interpellato il Garante della privacy per avere un parere in merito”. Proprio come annunciato prima di ogni altro da ItaliaChiamaItalia, che ha sempre un piede nel Palazzo.

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Il tema è davvero delicato. Anche perché, “la campagna elettorale di fatto non durerà più di tre settimane e se la questione non fosse tempestivamente risolta si correrebbe un rischio molto concreto: in mancanza di informazione specifica gli elettori che parteciperanno al voto – scrivono i deputati Pd eletti oltre confine – potrebbero essere di meno di quelli che si sono iscritti negli elenchi, con la conseguenza che l’esito dell’intera operazione possa stare al di sotto delle attese e dare la stura a nuovi attacchi alla rappresentanza degli italiani all’estero”.

LA LETTERA A GENTILONI E GIRO I deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero, Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, fanno sapere di avere “manifestato con una lettera indirizzata al Ministro Gentiloni e al Sottosegretario Giro la sorpresa e lo sconcerto per un tale atteggiamento. In tutte le precedenti elezioni gli elenchi degli elettori, con i rispettivi indirizzi postali, sono stati forniti ai legittimi richiedenti. (..) Il fatto che in questa occasione si richieda l’iscrizione volontaria nell’elenco degli elettori non muta la sostanza delle cose perché si tratta di una modalità organizzativa dell’esercizio del voto, che non modifica né il diritto di voto che ognuno possiede in quanto cittadino né le prerogative normalmente riconosciute ai candidati e ai rappresentanti di lista, oltre che agli elettori”.

LA BACCHETTATA I deputati dem, a leggere tra le righe, non risparmiano critiche al governo e alla Farnesina, proprio quel governo e quella Farnesina guidati dal Partito Democratico, al quale anch’essi appartengono: “Siamo convinti che si poteva fare diversamente assumendosi precise responsabilità, sia a livello amministrativo che politico. In ogni caso, quando emerge un timore di implicazioni nella sfera dei diritti della persona, sarebbe bene risolverlo nel momento dell’emanazione della norma e non quando essa deve essere applicata, per altro in tempi ristrettissimi come in questo caso”.

Insomma, anche il Pd estero è in allarme. Quanto sta accadendo è l’ennesimo pasticcio messo in atto dall’attuale esecutivo per quanto riguarda i Comites, ormai protagonisti di una vera sit comedy a puntate. Per fortuna entro poco più di un mese sarà tutto finito. O no?

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