Fli, Fini: Dopo amministrative, costituente Terzo Polo. Mai più col PdL

(ALPOZZI)- TORINO 21/01/2012 - X^ TAPPA DEL TUOR DI FUTURO E LIBERTA' "CE' UN'ITALIA IN CUI CREDERE". NELLA FOTO GIANFRANCO FINI. FOTO ALPOZZI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto}

Gianfranco Fini, aprendo il suo intervento alla Convenzione nazionale di Futuro e Libertà, che si tiene a Pietrasanta, in provincia di Lucca, spiega che è arrivato il momento per la politica di tornare ad essere il motore del Paese: "L’Italia e’ al bivio tra declino e nuovo inizio". Da un lato, la strada del "populismo, dell’egoismo, del classismo corportativo", dall’altro la via della "solidarietà, della serietà, del rigore". Per Fini un nuovo inizio e’ possibile, ma solo "se la politica riafferma il suo primato, perché la politica è garanzia di partecipazione".

L’appuntamento futurista in Toscana si è aperto ricordando Mirko Tremaglia, storico ministro degli italiani nel mondo, e i nostri marò in India, ancora dietro le sbarre.

I cittadini sono sempre più lontani dalla classe dirigente del Paese. L’antipolitica dilaga. E questo, per il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà, è colpa di quella “politica cinica, legata al presente, che privilegiava gli affari all’interesse generale. La politica deve tornare ad essere il motore della società".

“Bisogna dare una buona ragione ai tanti italiani che senza una qualche buona ragione diserteranno le urne, visto che se va bene voteranno per il nuovo Parlamento il 60 per cento degli elettori. In questa area Fli deve giocare la sua partita, il suo secondo tempo senza complessi di sudditanza o problemi di visibilità e con il potere innovativo delle sue idee”.

Comunque la si voglia chiamare, la aggregazione politica che nascerà dal Terzo Polo “non la si può definire di centro. Con gli amici del Terzo Polo stiamo ragionando su come andare oltre, non si tratta di annullare le identità, di dar vita a generiche confluenze, ognuno porterà la sua identità e sarà come una orchestra capace di suonare uno spartito a più voci”. Sarà una aggregazione “centrale, ma non centrista. Avrà una cospicua componente del centro cattolico, ma sarà un’aggregazione delle culture liberale, socialista, nazionale. Ed è possibile che la cultura nazionale debba essere rappresentata da chi e’ pronto a venderla sull’altare dell’alleanza con la Lega?”.

Ci vuole dunque una “fase due”: dopo le amministrative di maggio, ci sarà quella che Fini chiama “la fase costituente del Terzo Polo", una formazione politica alla quale sono invitati a partecipare “tutti gli italiani di buona volontà"."L’alternativa non e’ infatti tra moderati ed estremisti, ma tra innovatori e chi viaggia ancora con lo specchietto retrovisore". Fli dovrà "giocare la sua partita per essere protagonista della terza Repubblica".  “La nuova aggregazione avrà successo se saprà andare oltre la sommatoria aritmetica delle forze esistenti”. E’ questo il “grande appello” che noi, sottolinea Fini, rivolgiamo ai cittadini.

PDL? SENZA BUSSOLA Fini rassicura i suoi: non torneremo con il PdL. “Non abbiamo nessuna intenzione di rivangare il passato, ma non abbiamo nessuna intenzione di intrecciare di nuovo le nostre strade” con il partito fondato da Silvio Berlusconi. Per Fini, che per anni è stato alleato del Cavaliere, i berlusconiani “facessero quello che ritengono più opportuno”: noi, spiega, abbiamo il nostro cammino da percorrere, che non è il loro.

E poi il PdL è un partito allo sbando, “un partito al momento senza bussola”, lo definisce la terza carica dello Stato. Una cosa però l’hanno capita, in via dell’Umiltà: “il cesarismo non basta più: il leaderismo assoluto, il carisma”, sono tutte cose ormai che appartengono al passato.

LEGA CONTRO VALORI DELLA PATRIA  Abbiamo deciso di chiudere con il PdL perché era un partito schiavo della Lega, spiega Fini. Il PdL, che doveva essere “un grande partito nazionale”, di certo “non poteva continuare – per avere qualche posto di potere in più – a sottostare a una certa egemonia leghista che si faceva beffa dei valori profondi della nostra patria". "Anche nel governo c’era chi scommetteva sul fallimento delle celebrazioni del 150esimo anniversario d’Italia, che pensava che potesse esistere un’identità padana e un domani un’identità statuale padana. Abbiamo fatto sentire la nostra voce contro accenti di xenofobia e disprezzo verso il diverso". Che poi, a guardar bene, quella del Carroccio è soltanto “una presunta diversità”, visto che “ quanto a malaffare e corruzione, e a episodi da guardare con la lente di ingrandimento, non c’e’ alcuna diversità".

AMMINISTRATIVE:  IMPORTANTI MA NON DECISIVE “Le elezioni amministrative saranno importanti, ma non decisive”, spiega Fini, che in questo dunque dimostra di essere d’accordo con Berlusconi, secondo il quale il voto amministrativo sarà sì importante, ma sarà comunque un voto locale e non politico.

Alle elezioni di primavera a trionfare “saranno le liste locali e civiche, sarà il trionfo della credibilità dei candidati sindaci”, prevede Fini. “Ma se si marcia sotto braccio con chi rappresenta il passato – aggiunge –  diventa difficile far sì che la parola rinnovamento sia qualcosa di più di un artificio retorico”.

CON MONTI FASE NUOVA "Non credo che Monti abbia commissariato la politica ma la sta costringendo a misurarsi con la realtà, la sta liberando dalla sbornia demagogica del passato”. Certo è che è in corso “una fase nuova, in cui la politica deve dimostrare di essere il motore della partecipazione". "Quando questa esperienza finirà, nulla sarà più come prima. Il sistema si sta già ristrutturando". Per Fini, dopo cento giorni del governo Monti, "sembra passato un anno intero".

Dunque, il professore bocconiano “sia cosciente per davvero della sua forza, del fatto che deve governare a tutto campo. Non accetti di fermare delle iniziative e volontà di riforma. Gli italiani chiedono all’esecutivo l’indicazione di quella strada chiesta invano ai passati governi". 

Futuro e Libertà continuerà con la sua “azione di sostegno convinto” all’attuale governo, “per dare efficacia ai provvedimenti che l’esecutivo ha preso riportando concretezza dopo mesi e mesi di sbornie collettive. Al di la’ delle riforme che, in alcuni casi, possono essere giudicate frutto di compromessi, timide, il Governo ha il merito di aver indicato una strada univoca, quella della concretezza”.

RAI, MONTI PROCEDA AL COMMISSARIAMENTO "Se Monti e’ convinto che la Rai rischia di non adempiere al servizio pubblico e al pluralismo, proceda tranquillamente al commissariamento e metta i partiti di fronte alla responsabilità”.

GAY, SI GARANTISCANO DIRITTI SENZA PIU’ DISCRIMINAZIONI “L’Italia del futuro, un’Italia più laica, e’ quella che sappia garantire i diritti civili delle persone, senza più discriminazioni”.

LEGGE ELETTORALE, CITTADINI SCELGANO RAPPRESENTANTI "Il punto cardine di una nuova legge elettorale, che qualcuno sembra dimenticare, deve tornare ad essere il diritto dei cittadini di scegliere non solo il partito o la coalizione, ma anche i propri rappresentanti. Poi si discuterà di preferenze o di collegi".

CORRUZIONE, CHI CONDANATO FERMO UN GIRO "Se vogliamo combattere la corruzione, scriviamo nelle leggi che chi e’ condannato stia fermo un giro e non entri in Parlamento per avere l’immunità’".  

LAVORO, SERVE RIFORMA PIU’ CORAGGIOSA "Serve una riforma del lavoro ancora piu’ coraggiosa di quella che Monti si appresta a fare"."La flessibilità è cosa diversa dalla precarietà" e "se la riforma rimane quella che si intravede, le difficoltà non saranno solo sulla mobilità in uscita, ma riguarderanno anche la capacità di entrata" nel mercato del lavoro. 

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