Fli, Fini: ‘Siamo con Monti, mai con PdL e Lega’

Fli: a Perugia per cambiare le cose

Gia’ dalla location scelta per l’Assemblea Nazionale di Fli – i 16 mila metri quadrati di Eataly, tempio romano del cibo di qualita’ – si capisce che Gianfranco Fini cerca il nuovo intorno a se’. Bastano due parole a seppellire Fli come e’ stata finora: ‘alle amministrative abbiamo dimostrato la nostra marginalita’ e in certi casi ininfluenza’, e’ l’autocritica spietata. Ecco percio’ la nuova rotta: ‘La posizione che si ha verso il governo sara’ la cartina di tornasole delle future alleanze’. Niente foto di Vasto e neppure alleanze con l’asse Pdl-Lega. ‘Non staremo mai, quando si tornera’ al voto – e’ netto Fini – con chi ha contestato il governo Monti fin dalla nascita e lo ha stroncato nel corso dei mesi’.

Intanto c’e’ il sostegno convinto all’esecutivo che Fini rivendica di aver contribuito a far nascere (con quel dito alzato contro Berlusconi, ‘che ci e’ costato tanto’) ed un no rotondo al ‘catastrofico’ voto anticipato. Le strade si rincrociano con Pier Ferdinando Casini verso ‘un polo riformatore, patriottico, europeo’, con i moderati dell’Udc e ‘membri dell’attuale governo’. Ma rispetto a Casini non mancano i distinguo. Il leader Udc apre ad un patto moderati-progressisti anche con Vendola e a guida Bersani? ‘Chi si oppone oggi al governo Monti, diventa difficile considerarlo un interlocutore quando tra qualche mese si andra’ a votare’, replica Fini. Il leader Pd percio’ scelga: ‘Vendola ha ragione quando gli dice che non si puo’ staccare Di Pietro dalla foto di Vasto. Bersani e’ simpatico e bravo, ma qui non si tratta di pettinare le bambole o smacchiare i giaguari. Avra’ difficolta’ e se fara’ un comizio con Vendola non potra’ parlare delle buone cose fatte dal governo senza aspettarsi una dichiarazione di senso opposto dal suo alleato…’.

A rigor di logica il candidato premier ideale di un futuro governo, per Fini, sarebbe Mario Monti. Ma certo questo il leader di Fli non puo’ dirlo e si limita a osservare: ‘Monti ha detto mille volte che non si candida, non aggiungiamo ipotesi ad ipotesi…’. Intanto Fini torna in campo da leader (‘da oggi sono in campagna elettorale’) e dà i compiti a casa per le vacanze alla sua classe dirigente: ‘Sulle linee strategiche della mia relazione, dovrete contattare professionisti, associazioni, movimenti civici, cittadini impegnati nel sociale e nel politico, per una ‘Assemblea dei 1000′ a fine settembre (ma non dovra’ esserci nessuno di voi), quando speriamo siano maturi i tempi del confronto con altri. Dobbiamo saper dimostrare che Fli non e’ un partito in via di liquidazione, ma uno dei motori di una nuova grande stagione’.

Nel decalogo finiano c’e’ il ritorno alla vecchia bandiera del maggioritario (‘voglio una legge elettorale uninominale con maggioritario secco, senza listini proporzionali, senza paracaduti e senza furberie’), una Assemblea Costituente come quella dei 75 nella prossima legislatura per discutere anche di semipresidenzialismo (‘ma senza l’accordo baratto Lega-Pdl che ha bloccato la possibilita’ di una ampia riforma al Senato’), lo ius soli (‘riscriviamo una legge sulla cittadinanza ora che la generazione Balottelli va…’), la possibilita’ di detrarre l’Imu dalla dichiarazione dei redditi, l’accorpamento delle Regioni. E, soprattutto, c’e’ la proposta di fare leggi per ‘nuovi format familiari’, senza escludere persone dello stesso sesso (‘Non dobbiamo avere timori quando e’ in gioco la dignita’ della persona. La famiglia non e’ discussione, ma propongo, nonostante le resistenze che so anche all’interno del partito, di regolare per legge le unioni tra due persone diverse dal matrimonio’). Con la ruvidezza che anche in passato non gli ha fatto difetto, Fini spiega che questi ‘sono punti fermi dai quali ripartire’. ‘O si e’ d’accordo – chiosa – o se ne prende atto, perche’ non si puo’ uscire da qui con l’interpretazione autentica del mio pensiero’.

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