Flavio Tosi, ‘io cacciato dalla Lega. Tutta colpa di Salvini il dittatore’

Il sindaco di Verona Flavio Tosi in una intervista a Repubblica: "Sono in una situazione incredibile. Dopo 25 anni di militanza nella Lega ti trovi all’improvviso fuori da casa tua. E’ come prendere un pugno nello stomaco", "pensavo che si potesse ancora fare una mediazione ragionevole, ma poi è arrivato l’ordine da Strasburgo: mi hanno addirittura cancellato dall’elenco degli iscritti alla Lega, è molto peggio dell’espulsione".

Tosi ribadisce: "Salvini si è comportato come un dittatore. E’ tutta colpa sua. Salvini ha messo in conto la possibilità che io mi candidi dopo questa cacciata. È disposto a correre un grande rischio alle elezioni in Veneto pur di liberarsi di Tosi, che è un uomo scomodo. Se questa non è una gestione dittatoriale del partito… Lo è molto di più rispetto ai tempi di Bossi. Umberto cercava sempre di mediare, lo ha fatto anche in questa vicenda, nonostante la forte antipatia che nutre nei miei confronti. Salvini no: non ha voluto la mediazione perché il suo obiettivo era liberarsi di me".  

“La leadership di Salvini è basata sull’idea che la Lega sia un contenitore di destra dove si urla contro l’euro senza proporre una visione più utile dello stare all’opposizione. Una Lega alleata con l’estrema destra, che tradisce gli ideali del federalismo e in cui non ci può essere spazio per la voce critica di Tosi. Tutto questo divide il centrodestra e nella prospettiva nazionale non fa altro che favorire Renzi" mentre "io cerco di aggregare tutto il centrodestra, partendo dal centro per poi includere anche forze più radicali. Solo così si può sperare di competere con Renzi".

CANDIDARMI? RIFLETTO "Ricordo che alle ultime europee nel Veneto sono stato il candidato più votato della Lega, con oltre 80mila preferenze. Meglio di me solo Alessandra Moretti, ma lei sta in un partito che ha il 40 per cento". Candidarmi? "Mi prendo ancora un paio di giorni per decidere. Sono troppo scosso per quello che è successo, è stata una botta tremenda", "ma qualsiasi scelta io faccia, non sarà dettata da spirito di vendetta". 

Precisa inoltre che "con l’Ncd contatti ufficiali non ne ho avuti. Non pensavo finisse così. E quella dell’alleanza con Passera è una grossa bugia messa in giro da qualcuno che sta nella Lega".

In una intervista a La Stampa dice che per annunciargli l’espulsione "dalla Lega non mi ha chiamato nessuno", "Salvini aveva deciso di farmi fuori e l’ha fatto", "non c’era nulla da mediare. Era già tutto deciso". Ancora sulla sua candidatura ribadisce: "Devo riflettere, non è tempo di annunci. Mi prendo un paio di giorni" ma "il nome Flavio Tosi qualcosa in Veneto conta". E conclude dicendo che a Zaia stringerebbe ancora la mano ma a Salvini no.

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