Fisco, venerdì nero per le imprese: il 27 ‘paga leggera’

Il ‘salasso’ del fisco si abbattera’ domani sulle imprese che tra Iva, trattenute Irpef e tassa sui libri sociali dovranno versare oltre 14 miliardi nelle casse dell’erario. Ma all’orizzonte non si prospetta nulla di buono: ‘grazie’ alle novita’ fiscali introdotte con le ultime manovre (l’ultima del 2011 del precedente Governo e il ‘Salva-Italia’ dell’attuale) saranno i dipendenti e i cittadini a ‘saldare’ il conto. Cosi’ con le nuove addizionali si troveranno con una busta paga piu’ leggera il prossimo 27 marzo; poi dovranno iniziare a preoccuparsi della nuova Imu (c’e’ tempo fino a giugno). E in prospettiva (neanche troppo lontana) potrebbero dover fronteggiare una nuova ‘mazzata’ di tutto rispetto: l’aumento di due punti delle aliquote Iva previsto sempre dal Salva-Italia per centrare il pareggio di bilancio. Un’ipotesi che – conferma anche la Bce – avra’ un impatto nel 2012 e determinera’ il protrarsi delle pressioni al rialzo dell’inflazione.

Domani intanto – ricorda la Cgia – arriveranno nelle casse dello Stato 14,6 miliardi di euro, tra ritenute Irpef, Iva e vidimazione dei libri sociali. La maxi scadenza fiscale riguardera’ oltre 5 milioni di persone, tra titolari unici di societa’ e piccoli imprenditori. Per questi si aggiungeranno anche i contributi previdenziali per collaboratori e dipendenti.

Si tratta, sintetizza la Cgia, di 4,9 miliardi di ritenute Irpef, relative ai dipendenti, 9,3 miliardi di Iva e 400 milioni di euro di tasse per la vidimazione dei libri sociali, obbligo che spetta alle societa’ di capitali. Questa scadenza – commenta il segretario della Cgia Guido Bortolussi – ‘rischia di essere un vero e proprio stress test che misurera’ la tenuta finanziaria del nostro sistema produttivo’. Sistema che pero’ come noto e’ gia’ alle prese con una preoccupante carenza di liquidita’. Una situazione che Confesercenti sintetizza cosi’: una ‘legnata’ per le Pmi fino a 5.100 euro annui.

Ammesso che lo stress-test di cui parla Bortolussi non faccia ‘vittime’ non pochi effetti potrebbero riscontrarli i dipendenti sulle prossime buste paga: c’e’ da fare i conti con l’addizionale regionale Irpef, sbloccata sempre dal decreto Salva-Italia. Non solo per il 2012 ma anche retroattivamente per il 2011. E a marzo si paghera’ l’acconto del 30% per quest’anno.

Poi a giugno si dovra’ andrare in cassa per l’Imu, in alcuni casi piu’ pesante della vecchia Ici dal momento che le aliquote si applicheranno su un base imponibile catastale maggiore: con la manovra di dicembre sono stati infatti rivisti anche i moltiplicatori delle rendite.

Il passaggio dell’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef dallo 0,9% all’1,23% – calcola la Uil – vale 2,2 miliardi.

Mediamente il prelievo sara’ di 76 euro a contribuente (per 2011 e 2012). Ma ci saranno anche picchi: ad esempio 524 euro di addizionale Irpef regionale mediamente per i cittadini di Roma, 377 euro per Bologna e 364 euro per quelli di Milano. E l’Imu?

In termini assoluti, l’Imu – sempre secondo i calcoli degli artigiani – pesera’ mediamente di piu’ sulle tasche dei proprietari di prima casa residenti a Roma (397 euro), a Bologna (345) e a Bari (297). Un calcolo fatto pero’ a parita’ di aliquota, 4 per mille, ma sono molti i Comuni che, almeno per le seconde case, stanno optando per l’aliquota massima. Infine il possibile ‘salasso’ Iva: ‘il carico medio aggiuntivo per ognuno dei 24 milioni di nuclei familiari del nostro Paese – calcola la Confesercenti – arrivera’ a 576 euro all’anno: 150 per l’aumento dal 20% al 21% dell’aliquota ordinaria, in vigore dal primo settembre 2011, e altri 426 euro dovuti agli ulteriori due punti percentuali che si aggiungeranno alle aliquote ordinarie e intermedie dal prossimo ottobre’. Sempre che il Governo, considerato che, ad esempio, la benzina viaggia ormai sui 2 euro al litro, non riesca ad individuare qualche alternativa.

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