Fiscal cliff oscura Pil Usa, borse piatte e spread a 300

Le borse europee chiudono poco mosse, New York procede poco convinta e anche gli spread, a partire dall’Italia, non si schiodano molto dai livelli di ieri, con il Btp a 300 punti base. L’accordo sul ‘fiscal cliff’ negli Usa non e’ ancora raggiunto, una spada di Damocle che riesce a oscurare persino la buona notizia del Pil americano, cresciuto ben oltre le attese.

Democratici e repubblicani sembrano ancora lontani dall’accordo, che il presidente Obama avrebbe voluto raggiungere prima di Natale, su come evitare un mix di tagli alla spesa e aumenti automatici delle tasse che altrimenti scatteranno il 1 gennaio. Anche se gran parte degli investitori si aspetta che alla fine prevalga il buon senso (la stretta fiscale rischia di precipitare gli Usa in recessione), nessuno prende posizioni troppo rischiose prima di capire bene cosa succedera’. Una situazione di incertezza che pesa da mesi sui mercati e che oggi e’ riuscita a mettere in ombra la crescita del 3,1% dell’economia americana nel terzo trimestre, ben oltre la precedente stima del 2,7%. I dati hanno anche evidenziato una crescita inattesa del manifatturiero nella regione di Philadelphia, e un rialzo migliore del previsto delle vendite di case esistenti.

Le borse, tuttavia, restano prudenti e in pochi se la sono sentita di puntare su un ulteriore rialzo dopo i guadagni messi a segno nelle scorse sedute. In Europa lo Stoxx Europe 600 segna appena +0,1%. Bene Madrid (+0,1%), benone Milano (+0,4%), praticamente piatte Londra e Parigi. E anche Wall Street procede senza una chiara direzione in attesa di sviluppi nel braccio di ferro sul ‘precipizio di bilancio’: Dow Jones e S&P piatti, mentre il Nasdaq cede uno 0,1%.

Giornata interlocutoria anche sui mercati del debito, con lo spread italiano, in chiusura, a 300 punti base dai 296 di ieri in chiusura: l’obiettivo indicato dal presidente del Consiglio Mario Monti, 287 punti base, sfiorato ieri, oggi si e’ allontanato un po’. Poco mossa anche la Spagna, a 378. Regge bene, invece, l’apprezzamento dell’euro, in chiusura europea a 1,3236 dopo aver sfiorato 1,33, vicino ai massimi dallo scorso marzo.

NESSUN COMMENTO

Comments