Fini come Di Pietro, ‘è veramente cambiato’

Dopo le parole pronunciate oggi da Gianfranco Fini a Palermo, continuano ad arrivare le reazioni di esponenti di PdL e Lega. Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, intervenendo a Saint-Vincent al convegno ‘Verso un nuovo Pdl’ organizzato dal ministro Gianfranco Rotondi, osserva: la posizione di Gianfranco Fini "che in quanto presidente della Camera dovrebbe rispettare un certo galateo istituzionale e che come capo di partito interviene su quello che avviene alla Camera addirittuta per condannarlo" rappresenta una "contraddizione esplosiva".

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori PdL, sempre da Saint Vincent afferma: "Normalmente tendo ad evitare e lascio che siano gli altri a commentare quel che dice Fini, ma quando e’ troppo e’ troppo". Quella del presidente della Camera è una "uscita improvvida e incompatibile con il suo ruolo". "Oggi Fini ha detto che quando non si sa che cosa dire, si urla al complotto". Gasparri ha detto pero’ che in questi anni "che ci sia stato un accanimento e’ palese, come anche e’ evidente ci sia stata confusione tra ruoli politici e giudiziari". Richiamando quanto detto dal leader Fli sulla Lega, Gasparri ha aggiunto: "il presidente della Camera e’ il presidente anche dei parlamentari della Lega e quindi li deve rispettare".

Si fa sentire anche Daniele Capezzone, portavoce PdL: "Qualcuno (amici, collaboratori, familiari: chi puo’) informi Gianfranco Fini che sarebbe ancora Presidente della Camera e terza carica dello Stato. Invece, c’e’ in giro un sosia di Fini che oscilla tra l’imitazione di Antonio Di Pietro e quella di Catenacci, l’indimenticabile macchietta ideata dal grande Bracardi, che non smetteva di gridare: ‘In galera!’. Ma c’e’ poco da ridere, purtroppo. Dopo Fini, chiunque si sentira’ in diritto di fare il Presidente della Camera senza alcun freno alla faziosità e alla partigianeria".

Interviene  il viceministro ai Trasporti Roberto Castelli sulle parole che Fini ha dedicato al tema delle intercettazioni ("il Ddl sulle intercettazioni serve solamente a una persona"):  "Mi pare un’affermazione di natura partitica. Io naturalmente non sono d’accordo. Ma lui ormai e’ un capopartito e quindi parla da capopartito. E’ invece un ddl importante ed e’ sotto gli occhi di tutti il disastro che accade in Italia dove, unico paese mondo, le intercettazioni arrivano prima sui giornali che non ai diretti interessati".

Ha qualcosa da dire anche Francesco Storace, leader de La Destra: "Sul tema delle intercettazioni Fini dovrebbe stare solo zitto. Quando hanno riguardato lui e il suo staff – ha ricordato Storace – protestava tantissimo, adesso, invece, vuole le intercettazioni. E’ veramente cambiato".

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