Finanziamento illecito, Alemanno rinviato a giudizio: ‘innocente’

Un’operazione di telemarketing politico mascherata da falso sondaggio a favore della lista di Renata Polverini in vista delle elezioni regionali del Lazio del 2010. Una provvista da 30 mila euro per la quale l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno sara’ processato il 5 luglio del prossimo anno con l’accusa di finanziamento illecito. A disporre il rinvio a giudizio, su richiesta dei pm Mario Palazzi e Paolo Ielo, e’ stato il gip Flavia Costantini.

Con l’ex primo cittadino della Capitale saranno processate altre sette persone: Fabio Ulissi, podologo e storico collaboratore di Alemanno, Giuseppe Verardi, ex manager della societa’ di consulenza Accenture ed i manager e funzionari Francesco Gadaleta, Roberto Sciortino, Massimo Alfonsi, Sharon Di Nepi e Angelo Italiano. Un altro imputato, Luca Ceriani, anch’egli dell’Accenture, ha patteggiato un anno di reclusione.

Secondo l’accusa la provvista di 30mila euro, scaturita da false fatture, sarebbe stata impiegata per incaricare una societa’ specializzata ad effettuare il falso sondaggio e portare a termine l’operazione di ‘telemarketing politico’ a favore del listino dell’ex presidente della Regione Lazio Polverini. Il pagamento, secondo quanto accertato dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del Ros, sarebbe avvenuto per il tramite di Ulissi.

Secondo la procura l’operazione di telemarketing, al di la’ degli eventuali scopi futuri, ha determinato in modo inequivocabile un’utilita’ economicamente apprezzabile al gruppo politico di riferimento di Alemanno, se non altro per gli indubbi vantaggi derivanti dall’accresciuto consenso politico. Fuori dal processo Renata Polverini. Nei suoi confronti i pm Palazzi e Ielo hanno da tempo sollecitato l’archiviazione degli atti.

"Io non ho mai sollecitato o ricevuto un finanziamento illecito – ha commentato Alemanno – questa e’ una vicenda marginale di cui non potevo verificare gli adempimenti di legge, perche’ non riguardava una mia campagna elettorale. Per orientamento della Cassazione i rinvii a giudizio non entrano piu’ nel merito delle accuse. Sara’ il giudice monocratico a certificare la mia totale innocenza". L’inchiesta prese le mosse da una denuncia presentata da Accenture dopo la scoperta di un giro di false fatturazioni.

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