Festa della mamma, Anna Brosio scrittrice si racconta

La sua chioma bianca, la sua arguzia e il suo tifo sfegatato per il Milan l’hanno resa nota, qualche anno fa, al grande pubblico grazie alle sue partecipazioni in popolari programmi televisivi. Ora, Anna Brosio, novantunenne madre del giornalista Paolo, e’ diventata anche scrittrice. In occasione della Festa della Mamma esce il suo ‘Nove colombe bianche’, edito da Mondadori, in cui l’effervescente signora racconta in oltre 200 pagine la sua storia appassionata e ricca di eventi e quella dell’Italia, tra aneddoti di famiglia ed episodi piu’ o meno tragici del nostro Paese. ‘Sono una vecchia signora – scrive mamma Anna – che a tutto avrebbe potuto pensare le capitasse ancora alla fine della lunga sua vita, meno scrivere un libro e un libro che mi somiglia in parte: non convenzionale. Quello che mi saltava nel cuore e in testa lo buttavo giu’ senza ripensamenti, convinta, anche se scrivo con la biro perche’ non conosco il computer, che possa essere gradito a chi legge’.

Con gli occhi disincantati di chi ha visto molto, ma molto in fondo si aspetta ancora di vedere, la signora Brosio ripercorre a ritroso la sua vita, da quando bambina giocava sulle ginocchia del grande maestro Pietro Mascagni che le chiese di cantare un’aria che stava componendo al pianoforte per ‘La Lodoletta’, agli anni della Seconda Guerra Mondiale con il matrimonio celebrato sotto le bombe; dalla nascita del figlio, atteso per tredici lunghi anni, alla ‘scoperta’ negli anni Ottanta della Madonna di Medjugorje, che trasformo’ la sua esistenza e a cascata quella di suo figlio – che ritrova la fede dopo tanti anni – e della sua famiglia, in un’epoca in cui nel piccolo paesino della Bosnia-Erzegovina c’era ancora un regime comunista che rendeva difficile la liberta’ di culto.

Nel libro, voluto per la Festa della Mamma che cade quest’anno il 13 maggio – ricorrenza anche della prima apparizione della Madonna a Fatima, nel 1917 come tiene a sottolineare l’autrice -, la mamma sprint insegue uno a uno i suoi ricordi e, guardandoli da spettatrice, si accorge di come tutti gli eventi che sembravano casuali erano invece parte di un disegno piu’ ampio e piu’ alto. Il libro di una vita, il libro della sua vita.

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