FARE, Versace presidente dell’Assemblea Nazionale; Boldrin confermato coordinatore

La scelta è fatta. Due italiani di fama mondiale, l’imprenditore Santo Versace e l’economista Michele Boldrin, sono stati acclamati rispettivamente Presidente dell’Assemblea Nazionale e Coordinatore di Fare per fermare il declino dai delegati riunitisi in Congresso a Firenze per decidere le linee guida del partito anche in vista delle prossime scadenze elettorali.

La caratura e visione internazionale dei due, caratterizzati da un forte impegno sui temi economici e sociali e da una approfondita conoscenza dei meccanismi dell’economia e dei mercati, è un chiaro segnale del tipo di impegno che Fare intende porre in campo in vista delle elezioni europee e del ruolo che si prepara a giocare, entro e fuori dai confini nazionali.

Lo stesso Congresso ha eletto anche la Direzione Nazionale di Fare, che ha visto riconfermati gran parte dei suoi membri, e ha approvato le due scelte strategiche di fondo: alleanza con tutte le forze liberali per sostenere programmi e candidati di ALDE alle Europee e creazione di un polo liberal-popolare in Italia.

Su questi punti, Michele Boldrin ha sintetizzato così il suo pensiero: “Gli italiani chiedono risposte vere ai loro problemi quotidiani e noi le daremo costruendo “il partito che ancora non c’è”, un partito liberal-popolare di cui chi lavora e lotta ogni giorno ha disperato bisogno, alternativo alla scelta fra il finto bipolarismo Pd-Fi, da un lato, e lo sfascismo populista del M5S dall’altro.” Quanto alle Europee, “l’idea di una grande lista libera e liberale per l’Europa, costruita tra pari e senza piccolo protagonismi e interessi di bottega rimane un obiettivo assolutamente a portata di mano che non deve essere sprecato” ha concluso Boldrin, annunciando per i prossimi giorni nuovi incontri con ALDE e con le altre componenti italiane.

Santo Versace, a caldo, ha dichiarato: "Sono onorato dall’accoglienza affettuosa del Congresso di Fare e dalla nomina a Presidente dell’Assemblea Nazionale. Questo Congresso ha dimostrato che esiste un’Italia di persone competenti, oneste e desiderose di dare un contributo alla salvezza del Paese, senza pregiudizi ideologici. Fare vuole essere un incubatore di queste energie e di un nuovo ceto dirigente che si propone in alternativa a quello, fallimentare, che ha trascinato l’Italia nella profonda crisi attuale. Sono convinto che, attraverso il suo progetto politico, sarà possibile aggregare le forze non conservatrici che oggi sono la grande maggioranza dei cittadini italiani, il sessanta per cento dei quali non si sente rappresentato dai partiti esistenti. La politica, in questa fase di crisi gravissima, non può limitarsi alle prediche populistiche ed alle promesse vuote di contenuto. Dare una scossa ad un paese bloccato significa introdurre il principio del merito, combattere i conflitti di interesse, la corruzione e l’evasione fiscale, ridurre drasticamente gli sprechi e le ruberie. L’Europa, che molti oggi vedono come un nemico dell’economia italiana, deve essere il grande volano della crescita e dello sviluppo, a patto di non essere passivi e succubi delle politiche altrui. "Fare" è il promotore della speranza per una Italia fino ad oggi depredata dai partiti e dalle burocrazie. Ci riusciremo? Non mi pongo nemmeno questa domanda. Quello che so è che dobbiamo agire con il massimo di determinazione per salvare questo Paese e con esso i nostri figli e la speranza di un futuro".

Infine, Ezio Bussoletti, della Direzione Nazionale di Fare per Fermare il Declino, ha sottolineato come la necessità di unire le forze vitali del paese contro la cattiva politica sia ormai improrogabile: “Facciamo appello a tutti i movimenti liberali, democratici e popolari, per unirsi, senza pretesa di primogeniture, per giungere in tempi rapidi a dare un’alternativa a coloro che non si riconoscono nei due blocchi che governano oggi il paese. Per questo parteciperemo sia alle europee che alle amministrative, ovunque sarà possibile, alle condizioni che abbiamo sempre indicato: condivisione del programma, liste prive di personaggi politici responsabili della situazione nella quale versa il Paese, selezione dei candidati basata su competenza, capacità e impegno”.

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