Famosi locali romani nelle mani della ‘ndrangheta

Un tempo i bar di Via Veneto erano il cuore della Dolce Vita romana. Da qualche anno, invece, era diventati il fulcro degli interessi economici della ‘nrangheta nella capitale.

Il "Cafè de Paris" e il ristorante "Geroge’s" sono stati confiscati, insieme ad altri beni e imprese, dalla Guardi di Finanza di Roma, nell’ambito di un’operazione contro i clan mafiosi calabresi.

Complessivamente gli uomini delle Fiamme Gialle, su richiesta della procura di Reggio Calabria, hanno sequestrato beni per 200 milioni di euro riconducibili al clan Alvaro di Cosoleto.

I sigilli sono stati messi a 15 tra imprese e ditte individuali operanti, principalmente, nel settore dei servizi e della ristorazione. A queste vanno aggiunti quattro immobili di pregio, tre autovetture di lusso oltre a rapporti bancari, postali, assicurativi e denaro contante. La Procura ed i finanzieri, nell’arco degli ultimi ventiquattro mesi, hanno sviluppato specifiche indagini tecniche, investigazioni finanziarie e bancarie, nonché informazioni tratte da segnalazioni di operazioni sospette, provenienti dagli intermediari finanziari.

Già nel 2008 il "Cafè de Paris" era finito al centro di un’indagine della Guardia di Finanza 1 sui locali controllati dalla ‘ndrangheta. Secondo gli investigatori, il locale ha un valore commerciale di 55 milioni di euro. Il bar-ristorante risulta di proprietà della società "Cafè de Paris", con sede a Roma, in via Crescenzio 82, ma, in realtà, sarebbe stato nella disponibilità di affiliati alla cosca degli Alvaro.

Il ristorante George’s è di proprietà ufficialmente della "George’s Immobiliare e di gestione Srl", con sede a Roma in via Marche 7, ed ha un valore commerciale, sempre secondo gli investigatori, di 50 milioni di euro.

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